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Sei mesi per cambiare faccia alla Fiorentina. Adesso anche in campo il borsino è positivo

Dalla zona retrocessione alla lotta per l'Europa. La Fiorentina ha cambiato faccia in sei mesi: grazie al lavoro di tutti, in particolare di mister Italiano

Giorni di festa. Per tutti, anche per i tifosi viola. Finalmente, dopo due anni di sofferenza natalizia (con annesso incubo retrocessione durante il pranzo del 25 dicembre), quest’anno il panettone non sarà indigesto. Anzi. Sarà particolarmente dolce, come non accadeva da ormai troppi anni.

Il mondo viola ha cambiato faccia in sei mesi.

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Possono sembrare pochi, in realtà nel calcio sono un’eternità. Era il 30 giugno quando la Fiorentina faceva sapere di aver tesserato Vincenzo Italiano, dopo un lungo tira e molla con lo Spezia per liberare (soprattutto) lo staff.

Erano giorni difficili, confusi. Società spiazzata dall’affare Gattuso, tifosi ancor di più. Si credeva di aver trovato il condottiero pugnace del futuro. Si è rivelato un matrimonio malato, finito ancora prima di cominciare.

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Vincenzo Italiano ha preso per mano squadra e società, pur non avendo fin qui occupato panchine di chissà quale prestigio.

Firenze e la Fiorentina avevano bisogno di lasciarsi accarezzare da idee nuove. Fresche. Poche settimane, con il ritiro di Moena che è bastato per capire la bontà del lavoro. C’è stata fin da subito la sensazione di essere finiti in mani sapienti.

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Italiano ha raccolto i cocci di un campionato terminato con una salvezza in extremis a 40 punti, ha ridato anima ed identità a tutti i calciatori della rosa. Pochi giorni per capirlo, corde giuste toccate immediatamente.

Il percorso è lì, sotto gli occhi di tutti.

La Fiorentina ha rotto l’egemonia delle sette sorelle. Nel giro di pochi mesi, passare dalla lotta per non retrocedere ad essere la mina vagante del campionato, è tanta roba. La lotta per l’Europa è lanciata. Ormai non si nasconde più nessuno, nemmeno a parole.

Maneggiare con cura una creatura giovane, certo, ma sono gli stessi calciatori ad essersi messi in testa l’obiettivo: perché nello sport, soprattutto a questi livelli, non si può competere senza avere un obiettivo reale in testa.

L’asticella è fissata: Europa League o Conference League cambia poco, pensando da dove viene la Fiorentina.

In campo, dunque, il borsino comincia a volgere al positivo. Ed è quello che chiedevano i tifosi a Commisso. Grazie a tecnico e staff, ad un gruppo rigenerato, ai Gonzalez, ai Torreira, agli Odriozola.

Ai gol a raffica di Vlahovic. Grazie a tutto questo, dunque grazie anche ad un lavoro fatto bene dalla società. Senza stare a fare distinzioni su chi ha fatto cosa. Non è importante. L’importante è che il ciclo Commisso abbia cominciato a dare i suoi frutti anche sul rettangolo verde.

Perché fuori da lì, i frutti si stavano già vedendo. Il 2022 sarà l’anno del Viola Park, che vedrà ufficialmente la luce. E chissà che non sia anche l’anno del ritorno in Europa.

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