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'Scappa Napoli': la rabbia di Gattuso e le strategie di De Laurentiis, Juric in pole

Divorzio scontato tra Ringhio, accostato alla Fiorentina, e ADL. La 'sfida' interna e le incomprensioni, nonostante la corsa in zona Champions

«C’eravamo tanto amati». Anzi, a pensarci bene, non si sono nemmeno amati Aurelio De Laurentiis e Rino Gattuso. Perché quando nel dicembre del 2019 il presidente esonerò Carlo Ancelotti, la sua idea era di prendere il tecnico calabrese solo come traghettatore.

Perché in primavera, un anno fa come oggi, rifletteva sul profilo di Ivan Juric. Poi a giugno arrivò la Coppa Italia e il produttore cinematografico capì che “Ringhio Star”, come lo aveva ribattezzato il giorno della presentazione, poteva essere un buon compagno di viaggio nel progetto di ripartenza del Napoli.

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Così scrive La Gazzetta dello Sport sul rapporto tra allenatore e presidente del Napoli. INCOMPRENSIONI. Durò poco: già a fine estate i presupposti di idillio si sono arenati perché parlando di rinnovo biennale Gattuso ha chiesto apertamente di non inserire clausole rescissorie e penali e questo già al presidente non è piaciuto.

Poi il balletto di quella bozza di biennale che andava e tornava indietro senza firme, pur dopo la stretta di mano in ottobre, con cifre-quadro siglate su un foglio di carta. La richiesta di trasparenza progettuale («Presidente alleno pure i ragazzini, ma tu devi spiegare alla piazza che con la crisi economica dobbiamo ridimensionarci»), le incomprensioni mentre con gennaio e una catena di infortuni notevole cominciano a scricchiolare decisamente i risultati.

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Persa la Supercoppa con la Juve, ecco quattro giorni dopo il tracollo a Verona, casa Juric. De Laurentiis perde le staffe e urla urbi et orbi la sua rabbia. Ma vuole cacciare davvero Gattuso? Ci si interroga. In realtà il presidente, in una singolar tenzone, spera che l’allenatore sotto pressione decida di dimettersi.

Anche perché un’alternativa reale non è pronta. SFIDA. Ecco che il mese di febbraio diventa quasi una sfida personale fra i contendenti. Col presidente muto e l’allenatore che esterna senza freni arrivando a dichiarare: «La società ha gestito male questa situazione», attacco nemmeno tanto velato a De Laurentiis accusato non tanto di aver cercato alternative per la panchina, ma di aver screditato il tecnico e soprattutto l’uomo.

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È il momento in cui fra i due si scava l’abisso. Gattuso arroccato a Castel Volturno a risolversi con la squadra i problemi e De Laurentiis che proprio non sopporta che quel Ringhio, per lui non più star, si stia “prendendo” il territorio comandando.

Per questo e tanto altro ormai non c’è più rapporto. ULTIMI 40 GIORNI. Questi saranno gli ultimi 40 giorni di Gattuso al Napoli. Poi ognuno per la propria strada, senza rimpianti. Anche se domenica si battesse l’Inter, a punteggio pieno del girone di ritorno.

Anche se arrivasse quella qualificazione alla Champions. Gattuso non ha mai pensato alle dimissioni perché convinto che la squadra, ritrovando tutte le sue forze, avrebbe potuto competere. E i fatti lo stanno dimostrando, visto che nel girone di ritorno il Napoli è secondo solo all’Inter.

Quando il Napoli ha avuto almeno uno fraMertens e Osimhen, vale a dire i propri terminali di gioco, la squadra viaggia a una media di 2,30 punti (in 13 gare): proiettandola alle 30 partite diventerebbero 69, a pochi passi dall’Inter.

FUTURO. De Laurentiis e Giuntoli stanno lavorando per scegliere l’allenatore del futuro. Negli ultimi due mesi, il presidente ha sentito diversi tecnici, tra i quali Rafa Benitez, Maurizio Sarri e Walter Mazzarri, oltre ad aver chiacchierato con Max Allegri.

Il sogno della proprietà è Sarri, i due si sentono di tanto in tanto, ma ci sono divergenze sul progetto. Allegri ha un costo troppo elevato e poi, c’è di mezzo la Juve. L’indiziato principale è Ivan Juric, seguito da Giuntoli e che potrebbe mettere d’accordo la dirigenza, ma sotto osservazione ci sono pure Vincenzo Italiano e Roberto De Zerbi.

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