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Scala: «A Firenze due anni a grandissima intensità. Cuesta? Gli ho suggerito alcune cose»

Le dichiarazioni del doppio ex in vista della gara di domenica al Franchi

Il doppio ex di Fiorentina-Parma, Nevio Scala ha parlato a La Gazzetta di Parma all’antivigilia della gara contro i viola. Queste alcune delle sue dichiarazioni relative al precedente del 21 ottobre 1990, quando a Firenze, il Parma ottenne la sua prima vittoria in trasferta in Serie A: «La Fiorentina, che poi è stata anche la mia Fiorentina, perché io ho vissuto a Firenze due anni come calciatore con Liedholm allenatore, due anni di grandissima intensità e di grandissima importanza, anche perché in quel periodo sono nati i miei figli. E quella partita sicuramente è una delle delle cinque o sei che ricordo con orgoglio, perché insieme a Genova, insieme alla finale di Coppa Uefa, insieme alla finale di Coppa Italia, insieme a Wembley, sono tra quelle partite che fanno parte di quel calcio che non sempre ti riesce. I calciatori a volte si inventano delle cose che diventano un ricordo importante, unico». 

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CUESTA«Ci stiamo scrivendo, non giornalmente, ma abbastanza spesso. Siamo in contatto via whatsapp ed è nata fra di noi una stima che nasce da un valore che anche lui possiede. Gli ho raccontato alcune cose che io facevo, gli ho detto che l'umiltà e la semplicità sono fondamentali per le grandi imprese e probabilmente lui ha sentito sue queste parole e credo che le abbia trasmesse ai suoi calciatori. Gli ho suggerito alcune cose. Per esempio di usare il timbro della voce in un certo modo, che è importante quando si rimprovera qualcuno e di lasciar perdere tante cose che nel mondo del calcio riempiono la bocca alla gente. Tipo il 4-4-2 oppure il 3-5-2, tutte cose importanti ma non fondamentali. La cosa fondamentale è avere la stima dei giocatori che ha a disposizione e credo che questo lui lo stia facendo. Al di là dei valori che la squadra esprime, mi dicono abbastanza buoni, ma non eccelsi. Credo che lui stia facendo veramente un ottimo lavoro e mi auguro che questo periodo, questo buon momento prosegua fino alla fine del campionato. E gli ho promesso, visto che lui me l'ha anche chiesto, che un pomeriggio, appena mia moglie starà bene, andrò a Collecchio per salutarlo e per stare un po' di tempo con lui, anche per vedere come lavora. Me lo ha ribadito alla festa anche il team manager del Parma (Alessio Cracolici ndr). E queste testimonianze mi emozionano, perché significa che abbiamo lasciato un seme di una salute e di una intensità che noi non abbiamo saputo e voluto sfruttare, altrimenti chissà dove saremmo arrivati... Invece, sono orgoglioso che questa semplicità e questa umiltà sia apprezzata ancora adesso».

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