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Salernitana, ore decisive per il futuro. I tifosi: "Vogliamo chiarezza"

A due giorni dalla sfida di Firenze l'attenzione è soprattutto sul futuro societario. Anche il mercato è bloccato

Si lavora sulle offerte ricevute, sui dettagli da limare, sull’eventuale asta da organizzare. Sono queste le ore decisive per la cessione della Salernitana.

Dopo l’incontro in Figc di martedì, durato un’ora circa, i legali dei trustee, Melior Trust e Widar Trust, torneranno molto probabilmente in via Allegri prima del 15 dicembre, ovvero prima della data che gli stessi trustee hanno indicato come termine per la scelta dell’offerta più vantaggiosa.

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Dunque, lunedì o martedì prossimo. Ma più fonti riferiscono che già in questa settimana, probabilmente proprio oggi, Paolo Bertoli e Susanna Isgrò, i rappresentanti dei due trustee, diffonderanno una nota ufficiale per fare il punto della situazione.

Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

OFFERTE. Le offerte ricevute sarebbero tre, due più strutturate delle altre. Tra queste due ci sarebbe anche quella del gruppo romano. Il valore medio di queste offerte sarebbe di poco superiore ai 20 milioni, dunque dimezzato rispetto alle due perizie estive.

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La vicenda societaria sta inevitabilmente bloccando ogni attività di mercato. La squadra di Colantuono dovrà essere rinforzata in ogni reparto se vorrà provare a salvarsi, ma questo passa attraverso un preciso piano di investimenti e quindi attraverso la prioritaria soluzione della questione societaria.

TIFOSI. La tifoseria è in fermento. In una nota il direttivo del Centro Coordinamento Salernitana Clubs «chiede al generale Marchetti ed ai trustee un comunicato chiaro in merito alle trattative di cessione della società ed in merito alle proposte di acquisto, tenuto conto dell'incontro nella giornata di martedì in Figc.

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La tifoseria salernitana, che per passione non è seconda a nessuno, ha il diritto di essere informata in modo chiaro e tempestivo. Merita rispetto e trasparenza». Il consigliere comunale di opposizione Roberto Celano ieri sui social ha scritto che ciò che i trustee stanno vendendo «è anche patrimonio di una comunità, essendo l’oggetto della passione di decine di migliaia di persone.

Il silenzio è, dunque, intollerabile, non comprensibile e censurabile. Si rispettino i sentimenti e si comprendano le emozioni di chi manifesta un forte senso di appartenenza verso colori e simboli che appartengono alla città più che a privati».

 

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