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Ripa: "So per certo che a Conceição piacerebbe molto Firenze. Gli errori ad inizio anno..."

L'ex dirigente della Fiorentina parla delle scelte della società e del futuro: "Serve un allenatore che faccia un calcio propositivo"

Roberto Ripa, ex difensore ed ex dirigente della Fiorentina, ha parlato a Lady Radio. Ecco alcune sue parole: "Puoi avere anche una buonissima squadra, ma se il tecnico non sposa in maniera decisa la visione della società e del luogo in cui lavora è difficile fare un campionato in linea con le aspettative.

L'esempio di Firenze parla chiaro: la squadra, a detta di tutti, poteva ambire anche a raggiungere determinate posizioni in classifica. Così non è stato, sia perché sono state disattese aspettative da parte dei giocatori, come Amrabat o altri, ma tutto è dovuto anche ad un sistema di gioco non idoneo a certi giocatori.

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Vanno inseriti all'interno di un contesto tecnico e di gioco, poi sennò fai fatica a recuperare posizioni quando non riesci ad inserirli in un contesto adatto". SCELTA INIZIALE. "Sappiamo benissimo cosa è successo ad inizio mercato, quando c'era la volontà di cambiare la guida tecnica da una parte, ma non c'era dall'altra.

Questo ha pesato. Oltre al mercato ristretto per il Covid. Credo che la madre di tutte le difficoltà possa venire dal fatto che non c'era una visione comune. Poi tutti sposano un certo tipo di scelta. Sappiamo benissimo che qualche giocatore era venuto e stato contattato da gennaio perché si pensava di costruire un certo tipo di squadra, poi qualche difficoltà la trovi".

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CHIESA PER CALLEJON. "Sicuramente questa è una delle ragioni per cui non si è potuto replicare ciò che di buono aveva fatto nell'ultimo periodo dell'anno scorso Iachini. Ci sono i 13 gol di Vlahovic, ma mancano i gol delle seconde punte, di Chiesa.

Era uno dei pochi giocatori che saltava l'uomo con Ribery. Quella è stata una valutazione sbagliata: Callejon è stato importante nel Napoli, i 3 mesi in cui è stato fermo non li ha recuperati. Anche per il Covid. Non l'abbiamo mai visto.

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Anche per il modulo in cui non può esprimersi come terzo attaccante di destra". NUOVO ALLENATORE. "Si è parlato molto di nomi altisonanti, di allenatori che potrebbero venire alla Fiorentina. Io credo che sia inutile fare voli pindarici.

E' una squadra che va costruita, intanto con il rinnovo di Vlahovic. Su cui costruire qualcosa di importante, in cui far innamorare lo stesso Vlahovic e far restare diversi giocatori. Al di là dei risultati, oggi i giocatori non vogliono restare.

Bisogna partire dalle fondamenta. La società deve avere una visione: nel giro di due anni tornare in Europa. Intorno a questo va cercato un allenatore che debba far divertire le persone, a Firenze non puoi prendere allenatori che non facciano divertire e non facciano gioco.

Firenze vive di emozioni, di bellezza. Bisogna creare dei presupposti tecnici per giocare a calcio e fare spettacolo. Serve un programma di 2-3 anni, con un budget chiaro. Inutile prendere un allenatore importante se poi non ci sono soldi per i giocatori giusti".

NOME NUOVO. "Ci vuole un allenatore che abbia una comunicazione giusta nei confronti dell'ambiente, faccio un nome: mi piace molto come sta giocando il Porto. So per certo che a Sergio Conceição piacerebbe molto una piazza come Firenze.

E' un allenatore che conosce il calcio italiano. Sarri e Spalletti credo siano destinati ad altre piazze, con Roma e Napoli che possono mettere sul piatto Champions o Europa League. Anche se Firenze è una piazza ambita da molti allenatori".

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