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Riecco la Coppa Italia, percorso viola complicato. Contro un Benevento inferiore ma in salute Italiano ruoterà senza stravolgere

Stasera la Fiorentina affronta una delle migliori squadre della serie cadetta. La strada per arrivare in finale è come sempre difficile

Il cammino entusiasmante della Fiorentina ha rilanciato i viola come una delle squadre di vertice del campionato, dopo troppi anni di grigiore. La banda di Italiano, nella sua rincorsa all'Europa, domenica avrà un importante esame contro un Sassuolo in crescita e particolarmente ispirato contro le grandi.

Prima della Serie A torna però la Coppa Italia, con i sedicesimi di finale che vedranno la Fiorentina affrontare il Benevento, stasera alle 21 in un Franchi semi-deserto. IL MANTRA. Le frasi scontate, quando si parla di questa competizione, si sprecano.

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Ogni anno il solito ritornello: la Fiorentina deve puntare forte sulla Coppa Italia, perché è l'unico trofeo che abbia la possibilità di mettere in bacheca. Un mantra che ripetiamo ogni anno, ma è purtroppo necessario a costo di essere ridondanti, dato che i viola con la prima squadra non vincono niente dal 2001 (data dell'ultima Coppa Italia).

IL PERCORSO. Questo però non significa che sia facile portarsi a casa questo trofeo. Negli ultimi anni si possono giusto ricordare la famigerata finale col Napoli persa nel 2014, con la tragedia di Ciro Esposito nel prepartita e lo 'show' di Genny 'a carogna a prendersi la scena più della partita stessa, e la semifinale contro l'Atalanta del 2019, con la Dea che si impose nel doppio confronto e la squadra di Montella che sprofondò in una crisi senza fine.

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Anche in questa edizione il percorso è tutt'altro che agevole: dovessero i viola fare il proprio lavoro contro il Benevento, a gennaio affronterebbero il Napoli agli ottavi di finale. In caso di successo, salvo sorprese ci sarebbe l'Atalanta ad attendere gli uomini di Italiano ai quarti, mentre le più quotate da incrociare in semifinale (unico turno con andata e ritorno) sarebbero Sassuolo o Juventus.

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Insomma, la strada verso la finale non è proprio una passeggiata. L'AVVERSARIO. Oggi però conta solo superare il turno dei sedicesimi, conta solo trionfare sul Benevento. Tra le due squadre c'è una categoria di differenza e perciò i viola non possono che partire da grandi favoriti, ma occorre non sottovalutare il proprio avversario.

I giallorossi vivono un grande momento di forma in campionato: vengono da una striscia aperta di quattro vittorie consecutive e si trovano al terzo posto della classifica di Serie B (da condividere con Monza e Lecce). Ciò li pone in piena lotta per tornare in Serie A, categoria che hanno già disputato nella precedente stagione.

Quest'ultimo fattore in realtà può essere un vantaggio per i viola: anche gli avversari guardano con grande interesse il campionato piuttosto che la Coppa Italia. Una competizione che difficilmente vedrà arrivare in fondo una formazione della serie cadetta, visto anche il modo in cui è strutturata negli ultimi anni.

Domenica, inoltre, la Strega incontrerà il Monza, per una sfida di alta classifica tra due squadre che puntano alla promozione. IL TURNOVER. Italiano ci ha abituato a ruotare gli uomini anche nelle partite più importanti e non farà certo eccezione in una sfida che sulla carta si preannuncia agevole.

Anche solo per mantenere intatta la buona atmosfera nel gruppo, è giusto che chi fin qui ha avuto meno spazio possa avere la propria chance contro il Benevento. Senza però esagerare. Difficile infatti immaginarsi uno stravolgimento totale da parte del tecnico gigliato, il quale, come ha dichiarato alla vigilia, tiene alla competizione.

Ecco che di minuto in minuto scendono le possibilità di vedere l'oggetto misterioso Kokorin partire dall'inizio, con Vlahovic pronto quindi a sobbarcarsi ancora una volta il peso dell'attacco – l'ultima volta che incrociò i giallorossi ne fece tre –, altrimenti l'alternativa è Nico Gonzalez falso nove.

Guadagnano invece terreno seconde linee come Terzic, Pulgar e uno tra Benassi e Amrabat. DAVIDE. Infine, ci sono cose che vanno oltre il rettangolo verde. E quando si nomina il Benevento il pensiero non può che volare a quell'11 marzo 2018.

Il giorno del ricordo di Davide Astori, scomparso sette giorni prima. Quel gol di Vitor Hugo, quel saluto al capitano che sopravvive anno dopo anno, quelle emozioni struggenti, quell'atmosfera surreale al Franchi. Non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo.

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