Ribery sì o no? Pro e contro di un'eventuale riconferma del francese
Rinnovare il contratto al fuoriclasse francese conviene o meno a una Fiorentina che punta a rilanciarsi nella prossima stagione?
Contro il Napoli, sebbene il risultato non sia stato positivo, Franck Ribery ha dimostrato di cosa è ancora capace. Classe infinita, dribbling da far girare la testa ai difensori, palla attaccata al piede e accelerazioni più che valide rispetto a ciò che indica la carta d'identità.
In questi giorni si discute sul rinnovo di contratto del fuoriclasse francese, con la società gigliata che sembra intenzionata a voler proseguire la sua avventura insieme all'ex Bayern Monaco. La decisione non è delle più semplici: per dei vantaggi obiettivi che può comportare continuare ad avere in squadra un giocatore come Ribery, ci sono anche diverse ragioni per le quali è lecito porsi dei dubbi sull'effettiva convenienza del rinnovo.
I VANTAGGI. La classe non è acqua e non invecchia mai. Ecco perché avere in squadra un fuoriclasse come Ribery conviene sempre. I numeri della stagione (due gol e sette assist) non rendono a pieno l'impatto del francese sulla manovra della Fiorentina.
Franck è un giocatore estremamente tecnico e rispetto al passato ha cambiato il suo modo di giocare, fungendo più da regista offensivo/trequartista rispetto alla classica ala sinistra che conoscevamo ai tempi del Bayern. La sua capacità di saltare l'uomo non sarà quella dei tempi migliori ma resta più che buona e di questi è difficile trovare giocatori che creino superiorità numerica con una certa costanza.
Non solo doti tecniche: Ribery è un vero e proprio leader, sia in campo che fuori. Sul rettangolo verde detta i tempi dei passaggi, stimola i compagni (anche 'sgridandoli'), ma soprattutto è sempre pronto a dare un appoggio al compagno in difficoltà, puntando a creare una soluzione di passaggio comoda in ogni occasione.
Fuori dal campo Ribery è descritto come un grande uomo spogliatoio, sempre pronto allo scherzo coi compagni, ma non solo. Basta vedere come si comporta quando siede in panchina per capire quando sia imponente la sua leadership sul gruppo gigliato.
Un esempio chiaro? Contro la Lazio è arrivato anche a calmare lo stesso Iachini. GLI SVANTAGGI. La leadership di cui si parlava può essere un'arma a doppio taglio. Perlomeno per quel che riguarda il campo. La manovra offensiva della Fiorentina in questo biennio è stata a volte cannibalizzata dalla presenza del francese, che tende a volere sempre la palla tra i piedi anche quando la conduzione palla è affidata a un compagno.
Il più penalizzato è stato indubbiamente Castrovilli, visto che spesso i due agiscono nella stessa zona di campo. Franck e Castro, insomma, non di rado si trovano a pestarsi i piedi. Ribery vuole sempre la palla tra i piedi e a volte i suoi movimenti portano gli avversari in zona palla, invece che liberare corridoi.
Inoltre, soprattutto in questa stagione, si è notata in alcuni fasi la tendenza dell'ex Bayern a rallentare eccessivamente il gioco, che giocoforza passa sempre dai suoi piedi. La Fiorentina della prossima stagione vuole senz'altro rilanciarsi dopo tre stagioni sottotono.
Col passare degli anni non ci si può più aspettare che Ribery sia titolare inamovibile come è stato fino a oggi. Il francese, insomma, dovrebbe accettare un ruolo che non sia quello di assoluto protagonista, cosa per niente scontata per un giocatore di enorme personalità.
Infine, la questione economica: quattro milioni netti a stagione sono davvero una cifra importante per le casse della Fiorentina. Possono i viola permettersi un ingaggio del genere? E un Ribery che nel 2022 si avvia verso i 39 anni vale quella cifra?
CONCLUSIONI. Insomma, non una scelta così semplice. Rischi e benefici andranno pesati bene sulla bilancia. Ribery dovrà accettare l'eventualità di non essere sempre il fulcro della squadra, anche a livello economico. Se i viola metteranno in chiaro il ruolo che si aspettano da Ribery per la prossima stagione e riusciranno a strappare un rinnovo di contratto a cifremeno esose, allora Franck potrà rivelarsi ancora più che utile in quella che in tanti si augurano sia la stagione del riscatto della Fiorentina.
Se invece si punta al rinnovo del francese immaginando nuovamente una squadra Ribery-centrica, si va incontro a un grosso rischio.


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