Rebic, 'l'altro' ex. I rimpianti viola (soprattutto economici) e quel trasferimento al Milan...
Arrivò alla Fiorentina da giovanissimo per 4,5 milioni, poi è esploso all'Eintracht. Ma i viola ci hanno guadagnato solo 3 milioni per il passaggio ai rossoneri
Non solo Bonaventura e Saponara sulla sponda viola. O Tatarusanu e Pioli dalla parte rossonera. Al Franchi sabato ci sarà spazio per un altro ex, recuperato dal tecnico milanista proprio prima della sosta e probabile titolare contro la Fiorentina.
Quell'Ante Rebic che a Firenze era solo un ragazzino acerbo,sbocciato poi tra Francoforte e Milano. Tanta corsa, grinta (a volte anche troppa) ma qualità e senso tattico da affinare negli anni in viola. Tanto che tra Montella e Sousa nessuno credette troppo, né ebbe troppe risposte positive sul campo, in quel ragazzo del '93 di Spalato.
PRESO NELLA GESTIONE PRADE'. Rebic arrivò alla Fiorentina dall'RNK Spalato nell'agosto 2013, nella gestione Pradè, per 4,5 milioni di euro. L'attaccante era già considerato un talento (acerbo) del calcio croato, con una presenza fissa nelle Under del suo paese e la partecipazione al Mondiale 2014.
In quella prima annata di Fiorentina collezionò in realtà solo 5 presenze tra campionato e coppa Italia, con un gol e un assist, fermato anche da un infortunio. Andò comunque a Brasile 2014, dove tra l'altro fu espulso nell'ultima gara del girone.
Poi il passaggio in prestito al Lipsia, che era in Serie B tedesca (era l'inizio della scalata della RedBull), ma dal club fecero emergere qualche problema di comportamento di Rebic, che così tornò a fine anno a Firenze. PRESTITI.
Poco spazio, in viola, però anche con Sousa in panchina: solo 7 gare e 1 gol tra campionato e coppe (con un rosso in Europa League), e nuovo prestito in direzione Verona. Mesi non troppo proficui, con la retrocessione dell'Hellas e il ritorno a Firenze.
Quindi la nuova avventura, la svolta della sua carriera: quella all'Eintracht Francoforte. In Germania, in Bundesliga, con il croato Nico Kovac in panchina (che già aveva avuto in Nazionale), iniziò ad avere continuità e a ripagare con le prestazioni.
28 gare con 3 gol e 2 assist nel 2016/2017, poi il prestito prolungato per l'anno successivo con obbligo di riscatto a circa 2,5 milioni più il 50% sulla futura rivendita. Un affare per l'Eintracht, perché nelle due stagioni successive i tedeschi tornarono in Europa, vinsero una coppa di Germania (doppietta di Rebic in finale contro il Bayern Monaco) e l'attaccante croato segnò 19 gol (più 9 assist) in 66 partite.
IL PASSAGGIO AL MILAN. Così il passaggio al Milan, prima in prestito, poi con la controversa formula che lo ha portato al trasferimento a titolo definitivo nell'estate. Uno scambio con André Silva che ha fatto parecchio discutere, proprio perché la Fiorentina vantava quel 50% sulla rivendita di Rebic. "Entrambe le parti hanno hanno convenuto di non divulgare i termini del trasferimento", scrisse l'Eintracht sul proprio sito.
Mistero svelato dal bilancio del Milan, che ha messo nero su bianco una spesa di poco superiore ai 6 milioni per il croato: alla Fiorentina, insomma, circa 3 milioni. Pochi, rispetto ad un valore di mercato che ad esempio Transfermarkt metteva oltre i 30 milioni di euro.
RIMPIANTI. Rimpianti insomma che, oltre al livello tecnico (un giocatore preso dalla Fiorentina da giovanissimo, ma esploso altrove), sono per i viola anche di natura economica. E così Rebic sarà sabato di nuovo avversario. Fu lui a segnare nell'ultimo Fiorentina-Milan in un Franchi pieno di tifosi, nel febbraio 2020: con un tiro deviato portò avanti i rossoneri, prima del pari nel recupero su rigore di Pulgar.
Lo scorso anno, invece, saltò la sfida per squalifica. In due anni e mezzo al Milan il croato ha segnato 25 gol (con 15 assist) in 74 partite. Decisivo per la sua crescita è stato Pioli, che quando sta bene difficilmente rinuncia all'attaccante croato.
Utilizzandolo esterno sinistro e, in emergenza, anche prima punta. Sabato tornerà titolare. Un pericolo in più per la Fiorentina.



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