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Pronti, via. Inizia un gennaio di fuoco. Prandelli prova a riscrivere il futuro della Fiorentina, ed anche il proprio

Inizia un gennaio di fuoco per la Fiorentina. Prandelli vuole continuità, e la stessa testa/convinzione vista a Torino. Anche per il suo futuro

“Da qui in avanti saremo giudicati in base a questa prestazione”, come a dire: il 3-0 contro la Juventus ha dimostrato quanto vale questa Fiorentina, e quella serata deve essere solo un punto di partenza. Il suo messaggio Cesare Prandelli lo ha lanciato chiaro e tondo.

E ribadito a più riprese. Perché è facile esaltarsi contro gli squadroni, molto più difficile è invece trovare le stesse motivazioni contro avversari di rango inferiore. Via le paure, spazio a nuove consapevolezze. RIPROVA. Contro il Bologna servono tre punti alla classifica viola.

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Ma non solo: servono atteggiamento e mentalità. Osare, non aver paura di provare a vincere, e avere la convinzione di poterlo fare. Cosa che per lunghi tratti è venuta meno a questa rosa, rimasta in balia di timori reverenziali anche contro avversari ben inferiori.

Sarà una vera e propria riprova quella contro la squadra di Mihajlovic per la Fiorentina, che cerca dalla partita con i rossoblu le risposte alla più grande delle domande: è davvero guarita? GENNAIO DI FUOCO. Il mese che inaugura il nuovo anno sarà di fuoco per la Fiorentina.

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A fine gennaio, dopo aver affrontato in serie Bologna in casa, Lazio fuori, Cagliari in casa, Napoli fuori, Crotone in casa e Torino fuori, con nel mezzo una (con l’Inter) forse due gare di Coppa Italia, se ne potrà sapere di più sul cammino che attende la squadra viola, che in queste settimane può dare una spallata importante alle paure da retrocessione oppure rimanere lì, sul filo del rasoio.

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Sperando che il mercato dia una mano. TESTA. Ha provato a cambiare molto a livello tattico Prandelli, salvo poi rendersi conto che il problema fosse altrove. E cioè nella testa. Fiducia a Vlahovic, motivazioni a Ribery, meno compiti di impostazione ad Amrabat.

E i risultati si stanno vedendo. Dal prossimo ciclo di gare il tecnico viola si attende di vedere la stessa consapevolezza nei propri mezzi, la stessa testa vista a Torino. Dai singoli, ma soprattutto dal collettivo, che per lunghi tratti di stagione era apparso un involucro vuoto.

E su questo, Prandelli, ha lavorato sin dal primo giorno. PER FIRENZE E PER SE’ STESSO. Lo ha fatto per Firenze, per la Fiorentina, ma anche per sé stesso. Ributtarsi nella mischia in una situazione così delicata, in una piazza non qualsiasi per lui e viceversa, era un rischio, ma anche una grande opportunità.

Quel “ho detto ai dirigenti che a un certo punto saranno loro a chiedermi di rinnovare”, in merito al contratto a termine fino a giugno, racchiudeva tutta la convinzione della bontà del lavoro che era sicuro di poter fare. E i frutti si stanno iniziando a vedere.

Il ‘medico’ Prandelli attende dal campo di sapere se la sua ‘cura’ avrà avuto gli effetti sperati, o se quanto visto a Torino è stato solo frutto del caso. La parola chiave sarà continuità. In ballo c’è il futuro della Fiorentina, ed anche il suo.

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