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Il problema non è vendere, e chi. Al massimo il come. Il vero problema è chi arriva. Soprattutto se non rende

Non è un problema cedere un calciatore. Il vero problema è come e con chi quel calciatore viene sostituito. Fin qui bilancio (tecnico) decisamente negativo

Non è un problema cedere un calciatore. Poteva esserlo ai tempi di Baggio o Batistuta. Il calcio di oggi è un’altra cosa. Sempre più business, plusvalenze e bilanci. E cedere diventa un obbligo per tenere in ordine i conti. Dire di no a determinate offerte e trattenere chi vuole andare via, inoltre, non porta mai a grandi benefici.

Al limite può essere oggetto di discussione come viene venduto un giocatore. Per tempistiche e monetizzazione, oltre al rendimento che quel giocatore avrà altrove. Il vero problema è come e con chi quel calciatore viene sostituito.

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Chiesa, ad esempio, racchiude tutte le categorie sopracitate. Trattenuto a forza, per un anno, col coltello che è passato dalla parte del manico del giocatore vista la volontà di non rinnovare, venduto all’ultimo giorno di mercato alle condizioni dell’acquirente, e non del venditore, non sostituito per l’impossibilità temporale di farlo e con conseguente importante mancanza tecnica.

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Al contrario, puoi cedere Nastasic prendendo quasi venti milioni e Savic, o rifilare ‘pacchi’ come Felipe Melo. COMUNQUE PLUSVALENZE. Nonostante la Fiorentina abbia da un anno e mezzo un rendimento da zona retrocessione, o quasi, e molti calciatori stiano rendendo decisamente meno rispetto alle aspettative, non si segnalano bagni di sangue alla voce entrate/uscite in termini di trasferimenti.

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Pulgar, Kouame, Lirola, ad esempio, al centro di voci di mercato sempre più insistenti, non si sono deprezzati nonostante non abbiano di certo avuto impatti felici. In qualche maniera, ‘poggio e buca faranno pari’. Ad eccezione di Duncan.

Il vero problema sono gli ingaggi onerosissimi pagati a giocatori che hanno dato niente, o quasi, alla causa viola. Da Callejon a Bonaventura, fino a Ribery. Il francese, fin qui, è già costato circa 13 milioni lordi, e nonostante abbia spesso rappresentato l’unica ancora di salvezza per la Fiorentina, non ha dato l’apporto che ci si attendeva.

Il vero problema, come detto, è con chi un giocatore partente viene sostituito. FLOP. Troppi i flop alla voce acquisti in questo anno e mezzo. Sono partiti Simeone e Muriel (quest’ultimo per via di un accordo scaduto prima che si insediasse Pradè), e davanti si è puntato su Pedro, Boateng, Cutrone e Kouame.

Ma un anno e mezzo dopo la Fiorentina è ancora alla disperata ricerca di una punta che segni. E’ stato ceduto Veretout (il francese non voleva neanche più allenarsi con la Fiorentina) e in mediana sono arrivati Pulgar, Badelj, Duncan e altri che non hanno reso.

Sulle corsie Lirola è stato un altro flop, mentre altri hanno (quest’anno e lo scorso) reso decisamente meno di quello che ci si aspettava. Da Amrabat a Bonaventura fino a Callejon, ed altri che da Firenze ci sono solo passati come Agudelo.

Almeno sul portiere la scelta si è rivelata azzeccata, eccezion fatta per il passo a vuoto di Dragowski dell’ultimo turno a Roma. Così come altre operazioni si sono rivelate abbastanza azzeccate. Ma il saldo tra chi è partito e chi è arrivato, e lo dicono i risultati, è decisamente negativo.

RITARDO E PROGRAMMAZIONE. Il mercato è già iniziato da qualche giorno. Le priorità e le esigenze erano ben note da settimane, se non mesi. Così come il tour de force che attende la squadra viola in questo delicatissimo mese. Tuttavia, alla sfida col Cagliari, la Fiorentina arriverà con molti elementi con le valige in mano, o comunque al centro di voci in uscita, e con l’esigenza assoluta di fare punti per evitare ulteriori crisi di panico vista la condizione di classifica delicata.

Ci sarà tempo, poi, per programmare. Perché questa è la parola chiave che da queste parti continua a latitare. INVERTIRE IL TREND. Vendere Cavani e Lavezzi può portare agli innesti di Higuain e altri con cui aprire un ciclo, come ha fatto il Napoli.

Vendere Bale può permetterti di prendere i migliori giovani in circolazione e allestire una squadra top, come fece il Tottenham, o come fa da anni l’Atalanta. Ma se continui a sbagliare gli innesti, e pure le toppe alle falle che si creano per via di errori commessi in precedenza, programmare diventa pressoché impossibile.

Ed è esattamente ciò che è accaduto fin qui alla Fiorentina. E che, adesso, attraverso ulteriori toppe da mettere in questo mercato, è chiamata ad invertire la rotta. Tempo e margini sono sempre più ridotti.

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