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Pradè, piccole rivincite. Dagli elogi di Rocco per la scelta di Italiano a Maleh e non solo. E alle porte c’è il mercato di gennaio

Piccole rivincite per il ds viola. Dagli elogi di Rocco per la scelta di Italiano a Maleh e non solo. Alle porte c’è il mercato di gennaio

“Nulla è stato ancora fatto”. La premessa, citando Italiano, è d’obbligo. Se ormai è sotto gli occhi di tutti quanto la mano del tecnico viola sia stata fin qui determinante nell’ascesa della Fiorentina, passata in pochi mesi di lavoro da lottare per non retrocedere a seria candidata ad un posto in Europa, c’è anche chi, col tempo, si sta prendendoqualche piccola rivincita.

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“Grande merito va dato a Pradè, che è stato sempre molto criticato, che ha scelto Italiano”, disse Rocco Commisso nell’ultima e unica dichiarazione pubblica delle ultime settimane, poche ore dopo il successo della Fiorentina contro il Milan.

Da lì la classifica è pure migliorata, grazie alle tre vittorie ottenute nelle successive 4 gare con Samp, Bologna, Salernitana, e un rendimento che nelle ultime 5 giornate ha visto solo Inter e Atalanta fare meglio, con 15 punti contro i 12 dei viola.

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NON SOLO ITALIANO. Inutile rivangare troppo il passato. La Fiorentina sta volando, ed è più che doveroso godersi il presente. Che questa rosa avesse dei valori tecnici ben diversi dal dover lottare per salvarsi, tuttavia, Pradè lo ha sempre detto, così come è rumor ormai noto che, fosse stato per lui, a suo tempo avrebbe fatto altre scelte in panchina.

Se nei giorni post Gattuso la Fiorentina è arrivata a prendere Italiano, come sottolineato dal presidente viola, molti meriti vanno attribuiti al ds viola, il cui rinnovo di contratto, ufficialmente, neanche è mai stato annunciato, ma che col tempo sta vedendo più di qualche calciatore bollato inizialmente come bidone essere salito sugli scudi.

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TUTTO DA BUTTARE? Da Duncan a Quarta, passando per Maleh e Igor, iniziano ad essere diverse le scelte azzeccate da parte del dirigente romano. Per Torreira, come sottolineò lo stesso ex Arsenal, fu proprio Pradè a insistere ed insistere per convincerlo a vestirsi di viola (“ho sentito più volte Pradé che mio padre in queste settimane”), mentre il giovane ex Venezia venne preso dal ds gigliato per pochi spiccioli quando quasi nessuno lo conosceva, scelta già ripagata con due reti in una settimana ma soprattutto con l’idea che questo ragazzo si farà.

E poi ci sono i vari Terracciano e Bonaventura, oltre all’aver dato fiducia ad Aquilani come tecnico delle giovanili, che non è scelta da trascurare. Certo, di errori ne ha commessi. Da Kokorin (per il quale, guarda caso, si sono spese figure dirigenziali che adesso non sono più in Fiorentina) ad operazioni come Pedro, Kouamè (è cosa nota come Amrabat non sia proprio farina del suo sacco), fino all’avvicendamento di Chiesa con Callejon, ma è proprio tutto da buttare il lavoro di Pradè?

GENNAIO. Se l’arrivo di Burdisso, in origine, pareva poter essere l’anticamera dell’accompagnamento alla porta per Pradè, col passare delle settimane la ‘riabilitazione’ del ds viola continua. E adesso, con una classifica bellissima, il mercato di gennaio sarà un altro banco di prova fondamentale per lo stesso dirigente.

Ikoné è ormai cosa fatta, per Mayoral si tratta, ma siamo anche qui ai dettagli. La sensazione è che a questo giro, a differenza di altre volte, la Fiorentina non si stia (per davvero) facendo trovare impreparata (a chi, anche in maniera condivisibile, obbietta che alla Fiorentina servisse già in estate un esterno forte, va ricordato come Berardi sia stato molto vicino a trasferirsi in viola, proprio per volere di Pradè, ma che alla fine sia saltato tutto).

Due anni di delusioni non possono essere certo spazzati via da pochi eccellenti mesi, ma che il giudizio sull’operato di Pradè possa cambiare, in positivo, è sempre meno utopia. E la strada intrapresa pare essere quella giusta.

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