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Portieri e costruzione dal basso, piedi punto debole di Dragowski. Cambia il preparatore, con Gattuso il polacco può anche partire

Il gioco con i piedi è un punto debole di Dragowski. Gattuso ama far impostare ai propri portieri. Cambia il preparatore viola. Il polacco può partire

Se la Fiorentina ha centrato la permanenza in Serie A lo deve, in gran parte, anche alle parate di Bart Dragowski, decisivo in più di una partita con i suoi interventi. La sua permanenza, tuttavia, è ancora tutta da decidere.

Il contratto del polacco scade nel 2023, con l’ipotesi rinnovo che cala e quella cessione che sale. Gli estimatori di Dragowski continuano ad aumentare, dalla Premier alla Bundes passando per Lazio e Atalanta in Italia. L’arrivo di Gattuso potrebbe dare un’ulteriore accelerata al cambio della guardia tra i pali della Fiorentina.

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GIOCO COI PIEDI E COSTRUZIONE DAL BASSO. Tra i punti deboli di Dragowski, ormai è cosa nota, c’è il gioco con i piedi. Più e più volte il polacco ha evidenziato limiti nell’impostazione, con lanci lunghi sbagliati spesso finiti tra i piedi degli avversari o direttamente in fallo laterale.

Nel calcio moderno, piaccia o meno, la costruzione dal basso è sempre più utilizzata. C’è chi come Guardiola ha fatto spendere al suo City una valanga di milioni per portieri che sapessero giocare palla a terra (il solo Ederson è costato 40 milioni), e chi come De Zerbi e Gattuso con Sassuolo e Napoli hanno chiuso l’ultima Serie A, non a caso, con la percentuale più alta di passaggi all’indietro per far ripartire l’azione dal proprio estremo difensore.

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Poi ci sono i dati: Dragowski ha chiuso il campionato con una percentuale di passaggi riusciti del 60,7%. Gattuso ha alternato costantemente Meret e Ospina (22 e 16 presenze) proprio per sfruttarne le qualità nel gioco con i piedi.

L’ex Spal ha chiuso a 87,8% di passaggi riusciti, Ospina all’81,4. C’è poi da considerare ‘a chi passare il pallone’. Da Pezzella a Biraghi, passando per Milenkovic, Caceres e gli altri difensori della Fiorentina 2020/21, nessuno ha eccelso quanto a capacità di impostazione dal basso.

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Con Gattuso, non per caso, cambierà gran parte del pacchetto arretrato gigliato, con la ricerca di un ‘regista difensivo’ che possa anche far ripartire l’azione palla a terra. CAMBIO DI PREPARATORE. Il cambio di preparatori dei portieri, con l’ex viola Valerio Fiori che prenderà il posto di Rosalen Lopez, è un altro indizio che lascia pensare al possibile stravolgimento di metodologie di lavoro anche sugli estremi difensori.

Lo spagnolo è nella Fiorentina dal 2013, con diversi numeri uno che si sono alterna e allenati sotto la sua guida, da Neto a Tatarusanu passando per Sportiello, Lafont fino a Dragowski. Tutti, chi più chi meno, sono cresciuti tra i pali, ma con dei punti deboli comuni sui quali non sono mai arrivati progressi: uscite e gioco con i piedi.

Possibile, dunque, che cambi anche il numero uno viola. Le offerte non mancano, con la valutazione di mercato che si aggira tra i 15 e i 20 milioni di euro, gruzzoletto importante da re-investire su altri profili più congeniali alla filosofia di calcio di Gattuso.

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