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Polverosi: "La Fiorentina perde gol e faccia se vende Vlahovic a dieci giorni dalla fine del mercato"

Il noto giornalista scrive il suo commento sulla questione del giovane attaccante serbo

Due giorni fa, Commisso aspettava per prendere in considerazione la cessione di Vlahovic, un’offerta da «cento milioni o giù di lì». Girava tutto intorno a quel “giù di lì”. I 70 milioni dell’Atletico potevano essere considerati “giù di lì”?

Ieri Commisso si è allargato all’ottimismo: «L’offerta giusta per Vlahovic non è arrivata e anche se dovesse arrivare non credo che Vlahovic partirà». Scrive Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport-Stadio. Qualche giorno fa avevamo scritto che intorno all’operazione del suo bomber la Fiorentina si giocava una gran parte della sua credibilità.

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Dopo le ultime parole di Commisso, di più. Se a dieci giorni dalla fine del mercato un giocatore fondamentale come Vlahovic viene ceduto, la Fiorentina perde tutto. Perde i gol e la faccia. La sua conferma è alla base di una crescita rispetto all’ultima stagione.

L’estate scorsa la squadra non sapeva che avrebbe potuto contare sui 21 gol del suo centravanti, prima dell’arrivo di Prandelli non sapeva nemmeno chi sarebbe stato il centravanti titolare fra Kouame, Cutrone e Vlahovic. Adesso la Fiorentina sa che quei gol ci sono.

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In più c’è un bel giocatore (Nico Gonzalez) che può favorirne altri, in più c’è un giovane forte (Maleh) e c’è anche la conferma di Milenkovic. Così va bene, così si vedono l’idea, l’intenzione, il programma di una crescita. Appena acquistata la società viola, Commisso confermò Chiesa contro la volontà dello stesso giocatore.

Il nuovo proprietario aveva bisogno di investire sulla sua credibilità e la mossa fu giusta. Ma questa situazione è diversa. Chiesa era un giocatore nato, cresciuto ed esploso con la vecchia gestione, c’erano già degli accordi, dei discorsi sul suo futuro.

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Anche Vlahovic è nato con i Della Valle, ma è cresciuto ed esploso con Commisso. E non ci sono promesse, reali o presunte, sul suo futuro.

E’ vero però che anche adesso Commisso ha bisogno di dimostrare che la Fiorentina non può essere territorio di conquista

Crescere, costruire, avanzare, è quello che si aspetta Firenze con una squadra che giochi un calcio scintillante. Ora tocca al giocatore esprimersi, può fare come Mbappé o accettare il sontuoso ritocco dell’ingaggio restando a Firenze, ma col sorriso sulle labbra.

Le “faccine”, le “boccucce” ai fiorentini piacciono poco. Di certo la cessione di Vlahovic farebbe ripiombare la città nella depressione. Resterebbero pochi giorni per la sostituzione e se i nomi buoni sono quelli che si fanno adesso (Kean, Scamacca e Belotti) nessuno è all’altezza del serbo.

E se invece, per caso, lo fosse, se Kean o Scamacca o Belotti segnassero 20 gol con la viola, la prossima estate Firenze vivrebbe con la stessa inquietudine di oggi, immaginando la partenza di un altro gioiello.

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