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Piccoli: «Conference? Non siamo qui per onorarla, siamo qui per vincerla»

Il centravanti bergamasco in conferenza stampa alla vigilia del match di ritorno contro lo Jagiellonia

Roberto Piccoli, affiancato da Paolo Vanoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigila del ritorno dei sedicesimi di Conference League contro lo Jagiellonia, in programma domani al Franchi alle 18.45. Queste le sue dichiarazioni.

SUL MOMENTO DELLA SQUADRA E LA SFIDA DI DOMANI SERA. «Sicuramente come dice il mister, vincere aiuta a vincere, e questo ha portato un’energia positiva. Non dobbiamo fermarci assolutamente. Domani dobbiamo fare un’ottima partita, e portare a casa la qualificazione con una bella vittoria. Poi proiettarci alla trasferta di Udine, che sarà tosta: una battaglia fondamentale per proseguire questa striscia di risultati».

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SUL PERIODO DI AMBIENTAMENTO. «I primi mesi a Firenze? All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà ad ambientarmi, come capita a molti. Adesso mi sento più all’interno di questa famiglia, ho conosciuto meglio i miei compagni. Ora riesco a mostrare di più il mio valore».

SULLA COPPA. «Conference? Siamo qui per vincerla, non onorarla. Ha un valore importantissimo. Dobbiamo cercare di vincere tutte le partite, arrivare in finale e portarci a casa la coppa. Così come il nostro percorso in campionato: fare punti per salvarci il prima possibile».

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SULLA COMPATTEZZA DEL GRUPPO E LA GESTIONE DEGLI ULTIMI MINUTI. «Come squadra siamo migliorati, soprattutto nel compattarci e nel soffrire insieme. In una partita ci sono tanti momenti, come il primo tempo contro il Pisa, in cui attacchi e non fai respirare l’avversario, così come i minuti finali in cui bisogna unirsi e resistere. È da un paio di partite che siamo migliorati nel gestire i momenti finali delle partite. Se non subisci gol è già qualcosa».

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SUL CAMBIO MODULO E I NUOVI ARRIVI. «Gli esterni ci aiutano molto. Harrison e Solomon sono bravi a saltare l’uomo e creare superiorità numerica, così io e Moise abbiamo un uomo in meno in area ed è più facile attaccare la profondità e arrivare al tiro con più spazio a disposizione. Con Kean possiamo giocare anche in coppia, l’abbiamo già dimostrato. I nuovi si sono ambientati benissimo, hanno capito bene in che situazione ci troviamo e ci stanno dando una grande mano».


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