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Per i miracoli ripassare più avanti. Ora serve un salto mentale per provare a diventare grandi. Ma il primo mini bilancio è totalmente positivo

Sconfitta per 1-2, la Fiorentina cede il passo per la terza volta in campionato, sempre contro una big. Serve uno step di crescita, ma il bilancio è totalmente positivo

La Fiorentina ci ha provato, il Napoli ci è riuscito. Al Franchi passa la squadra di Spalletti, in una partita equilibrata, decisa da una serie di episodi e da qualche errore di troppo della Fiorentina.

La squadra di Italiano lotta e combatte fin dal primo minuto, consapevole del pericolo rappresentato dalla classica giocata che può mandarla in difficoltà: palla a scavalcare la linea per Osimhen.

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L’inizio è di studio, la Fiorentina tiene il campo con personalità fino al gol del vantaggio. Bella spanda di Vlahovic su azione d’angolo, bravo Quarta a deviare in rete. Viene fuori la partita che sperava Italiano, anche se la qualità del Napoli è tanta.

Dieci minuti e arriva il pari, con quella giocata lì che la Fiorentina temeva.

Palla a scavalcare, Osimhen vince un duello impari a livello fisico con Quarta e viene fuori il rigore. Dragowski si supera, Lozano nel parapiglia è il più lesto di tutti. Poi un episodio senz’altro da approfondire: Dragowski torna sul pallone e viene travolto da Insigne.

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La vecchia carica sul portiere nell’area piccola non esiste più? Se ne parlerà.

La sintesi della ripresa è un vorrei ma non posso, di cuore e nervi, ma con idee poco lucide. La Fiorentina abbocca alle finte di Zielinski ed Insigne e prende un gol su palla inattiva da evitare, soprattutto per una squadra con rinnovate ambizioni e con un futuro senz’altro roseo.

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La sintesi è fin troppo chiara: la Fiorentina ha bisogno di fare uno step di crescita per provare davvero a vincere contro le big di questo campionato.

I limiti (uniche sconfitte in campionato) si sono palesati contro Roma, Inter e Napoli. Squadre senz’altro più organizzate tecnicamente e qualitativamente, ma anche più abituate a competere ad un livello alto per tutta la partita.

Lo ha ammesso Italiano nel post partita ed è un aspetto da approfondire nel corso della sosta, con chi resterà, ma subito dopo la gara la squadra ne ha parlato negli spogliatoi.

Problema da risolvere, all’inizio di un percorso che senz’altro regalerà soddisfazioni alla Fiorentina ed ai suoi tifosi.

Alla sosta, con il Venezia lontano 14 giorni, la Fiorentina si attesta in zona Europa, davanti a squadre che sulla carta sono più attrezzate dei viola. Il primo mini bilancio è totalmente positivo. Italiano lavora con la squadra da due mesi e mezzo, quel che si è visto fin qui è senz’altro tanto, in termini di gioco, di partecipazione, di attaccamento e di punti.

Adesso è proprio il tecnico che chiede un passo in più ai suoi ragazzi. Convincersi di essere forti, per novantacinque minuti, è il primo gradino da fare. Al bando cali d’attenzione e d’autostima, la strada del mister è tracciata.

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