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'Peggio c'è solo Calciopoli': non solo Juve, altre società sotto osservazione

Plusvalenze sospette da 282 milioni di euro ma non solo. Da Audero a Romero, da Pinamonti a Osimhen, fino a Perin e ai giovani mai utilizzati

Conti che non tornano, plusvalenze sospette da 282 milioni di euro ma anche molto di più. «Peggio di così c’è solo Calciopoli» si dicono tra loro parlando al telefono gli uomini del presidente Andrea Agnelli. E ciò che i finanzieri registrano nei tre mesi chiave del calcio mercato, svela un mondo che travalica i confini penali per entrare nel campo dei possibili illeciti sportivi.

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È un «intero sistema che è malato» commentano i pm che presto invieranno tutti gli atti delle indagini alla procura federale della Figc, nella convinzione che siano emersi «numerosi profili» da far tremare numerose altre squadre, non solo la Juventus.

Così scrive La Repubblica.

SOSPETTI. Quarantadue operazioni sospette, il dubbio che siano state falsificate fatture, pagamenti che non corrispondono alle operazioni concluse, mandati e commissioni fittizie agli agenti dei calciatori.

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E una scrittura privata che tutti cercano, «la carta che teoricamente non deve esistere» sui rapporti tra la Juve e Cristiano Ronaldo. Ne parla al telefono Federico Cherubini a fine settembre quando CR7 ha già lasciato la squadra per il Manchester United. I pm sospettano sia una scrittura privata su un passaggio di denaro non contabilizzato.

GENOA E ATALANTA. Non solo Juve per le plusvalenze. Il virtuoso Napoli ha pagato 20 dei 71 milioni per Osimhen dando al Lille giovani oggi ai margini del calcio professionistico e Karnezis, terzo portiere sull’orlo della “pensione”.

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Nella Juve l’impatto dei ricavi è cresciuto vertiginosamente in due anni: dal 2018 al 2020, il periodo sotto indagine, gli effetti prodotti dalle cessioni sono cresciuti del 70%. Una delle società con cui la Juve ha messo in atto un flusso piuttosto continuo è il Genoa: tra i due club sono circolati circa 123 milioni di euro in trasferimenti.

In realtà soltanto 25 sono andati a ingrassare i conti correnti. Il resto si è compensato in un pari e patta. Difficile sostenere che a muovere questi affari fossero interessi sportivi: i 74 milioni spesi per prendere giocatori dal Genoa hanno fruttato alla Juve la miseria di 14 presenze in campionato: 12 di Perin, 2 di Zanimacchia.

Curioso il caso di Romero, preso versando 26 milioni ai rossoblù, ceduto per 16 (con minusvalenza di 5) all’Atalanta che lo ha rivenduto subito per 55 milioni al Tottenham dell’ex ds juventino Paratici.

GIOVANI A PESO D'ORO.

Audero alla Samp per 20 milioni ha aperto un flusso di operazioni di supervalutazione di ragazzi che oggi al massimo giocano in Serie C. Tra i nomi citati dai bianconeri nel prospetto, anche Favilli e Muratore, ormai 24enni o quasi, che senza aver mai brillato hanno fruttato 19 milioni di euro alle casse della società: soldi generati da affari proprio con Genoa e Atalanta.

Tra i prodotti del vivaio però il caso più estremo è quello di Kean: venduto per 30 milioni all’Everton con plusvalenza di 22 milioni, dopo due campionati è tornato a Torino per 35 milioni.

INTER. Poi l'Inter. Dal 2018, tra i nerazzurri e il Genoa sei operazioni per 78 milioni: tre acquisti per club.

Ma, nei fatti, si sono mossi solo 5 milioni. Anche perché i giocatori erano quasi sempre gli stessi: nel 2018 il Genoa acquista il portiere Radu, l’anno successivo lo riprende l’Inter spendendo poco più di quanto incassato. Dodici mesi dopo tocca a Pinamonti: va al Genoa per 19 milioni, un anno e torna per 21 all’Inter dove lui e Radu non giocano mai.

Idem Vanheusden, venduto allo Standard per ricomprarlo, senza impiegarlo. Perché un club in crisi dovrebbe spendere per giocatori inutili? La plusvalenza messa a bilancio dopo la prima cessione, ad esempio.

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