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Che peccato Fiorentina! Primo tempo strepitoso, ma l'uno-due Inter risulta micidiale. Croce e delizia di giocarsela con tutti allo stesso modo

La Fiorentina non concretizza a sufficienza 50' da favola e i nerazzurri rivoltano la sfida. I viola escono però a testa alta

C'è rammarico per quanto si è visto ieri sera al Franchi. Una Fiorentina da leccarsi i baffi annichilisce l'Inter per 35', andando in vantaggio con Sottil, creando tante occasioni (nelle quali trova spesso di fronte un grande Handanovic) e reggendo bene anche al rientro dei campioni d'Italia nel finale di frazione. Un primo tempo da applausi quello dei padroni di casa spinti dal pubblico del Franchi, il quale ha la netta impressione che l'1-0 vada molto stretto agli uomini di Italiano al rientro negli spogliatoi.

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A inizio ripresa le sliding doors della serata: i viola dopo pochi minuti non concretizzano un paio di ripartenze promettenti, e poco dopo la partita cambiacompletamente. La Fiorentina, sbilanciata, subisce il pareggio dei nerazzurri, che tre minuti dopo raddoppiano con Dzeko e senza aver fatto sin lì granché si ritrovano avanti.

La squadra d'Italiano subisce il contraccolpo psicologico (e forse anche fisico, dopo un primo tempo condotto a mille all'ora) ma cerca il pareggio, subendo però le ripartenze dell'Inter a differenza della prima frazione. Il vero peccato è l'ingenuità di Nico Gonzalez, fin lì forse il migliore in campo tra le fila dei viola.

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Pur rischiando qualcosa di fronte a un avversario più forte che ha ritrovato fiducia, la Fiorentina darebbe anche l'impressione di poter essere ancora pericolosa con il risultato in bilico. Ma l'argentino al 78' si fa prendere dal nervosismo e macchia la sua buona prova con un'espulsione per proteste.

Da quel momento la partita di fatto finisce e i viola subiscono anche la rete beffa di Perisic. Resta il rammarico, si diceva, per quel che Bonaventura e compagni hanno fatto vedere in un primo tempo nel quale andava raccolto di più del semplice 1-0.

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Ma d'altra parte il rischio di giocare per 90' con la difesa così alta e di pressare in maniera così aggressiva contro qualsiasi avversario è proprio questo. La Fiorentina è una squadra che farà divertire i propri tifosi, ma che inevitabilmente dovrà fare i conti con sbandate improvvise.

Quando di fronte c'è un avversario della portata dell'Inter, questo problema rischia di acutizzarsi. Oltre a questa 'difficoltà cronica' che la Fiorentina di Italiano incontrerà inevitabilmente nel suo cammino, il primo 'zero' casalingo lascia in eredità alcuni punti sui quali occorre migliorare, come la tenuta mentale che è mancata dopo aver subito il pareggio.

Ma ci sono anche diverse buonenotizie. Oltre che alla consolidata identità di squadra, confermata anche contro una delle principali candidate allo Scudetto, arrivano segnali anche da alcuni singoli. Come la prestazione imperiosa di Torreira per 50'.

La consapevolezza di avere in Gonzalez un potenziale crack. La straordinaria capacità di ruotare i propri uomini di Italiano, dimostrata ancora una volta con la mossa di Benassi terzino. Le ulteriori conferme che arrivano dalla partita di Duncan.

La prima rete in viola di Sottil (che tuttavia nel resto del match dimostra di dovere ancora crescere in concretezza). Il buon ingresso di Amrabat. Il rovescio della medaglia di una sconfitta che brucia lo sottolinea lo stesso Italiano nelle interviste post gara: la Fiorentina, pur sconfitta, esce ancora una volta tra gli applausi dei propri tifosi.

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