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Passaggi, possesso e finalizzazione. Gap enorme tra Viola e Napoli di Gattuso. Il nuovo tecnico e il caos panchine può dare una mano alla risalita, ma fondamentale sarà il mercato

Passaggi, possesso e finalizzazione. Gap enorme tra Viola e Napoli di Gattuso. Il nuovo tecnico e il caos panchine può dare una mano alla risalita, ma fondamentale sarà il mercato

Avrebbe potuto fare di più Gattuso al Napoli? Può darsi, con tutti i se del caso. Dal rapporto società-allenatore a quello società-spogliatoio, passando per la raffica di infortuni che lo hanno privato per mesi di quasi tutto l’attacco titolare, sono stati diversi gli intoppi che Rino ha dovuto fronteggiare.

Quando ha avuto la rosa al completo, tuttavia, ha cambiato marcia portando il Napoli a sfiorare l’accesso in Champions League abbinando risultati a qualità di gioco. Tra i papabili, escludendo coloro che ad oggi erano inarrivabili come Allegri, Sarri ma anche Spalletti, Gattuso è stata la scelta migliore che la Fiorentina potesse fare.

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Si chiama Gennaro, ma non è San Gennaro. Chiaro che molto passerà da come la società viola lavorerà sul mercato. RAFFRONTI. Impossibile fare raffronti tra la rosa del Napoli e quella della Fiorentina. Ma sul come queste abbiano giocato e interpretato le partite i dati parlano da soli.

Il Napoli di Gattuso ha chiuso la stagione con una media di 17 conclusioni a partita, la più alta in Serie A, mentre la Fiorentina ha tirato mediamente 9,8 volte a partita, terzultimo dato della Serie A, ovvero la metà di quelli dei partenopei.

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Anche i dati sul possesso palla evidenziano un gap analogo, col Napoli primo assoluto col 54.1% rispetto al terzultimo valore dei viola col 46.8%, così come è identico il divario tra la percentuale di passaggi riusciti del Napoli, 87% e 1° valore del campionato, e quello della Fiorentina, terzultimo con l’81%.

Molto hanno inciso le caratteristiche di Iachini e Prandelli, ma altrettanto devono aver pesato le differenze qualitative tra le rose. Impensabile che Gattuso, senza innesti mirati e importanti, possa far giocare questa Fiorentina come il Napoli di questa stagione.

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Basti vedere le difficoltà che ha avuto Sarri nel provare a far giocare la Juventus come il Napoli senza che gli venissero presi giocatori che si sposassero con quella filosofia di gioco. Lo stesso è accaduto a Montella, incapace di replicare quanto fece con la sua prima Fiorentina, mentre Guardiola ha speso miliardi di euro per comprare giocatori da far giocare con la sua filosofia calcistica.

Probabilmente Gattuso avrebbe fatto rendere di più una schiera di giocatori che in questa Fiorentina non si sono espressi perché preda di paure e timori, ma non avrebbe di certo fatto chissà quali miracoli. CIO’ CHE SERVE. Col passaggio alla difesa a quattro, mantra fin qui di Gattuso, servono certamente unesterno titolare, anzi due visto che Biraghi non ha dato grandi garanzie dal punto di vista della tenuta difensiva, e almeno due centrali titolari che sostituiscano i partenti Milenkovic e Pezzella.

A meno che Gattuso non convinca il serbo a rimanere e rinnovare con la Fiorentina. Serve, e non da oggi, un centrocampista in grado di impostare l’azione e dettare i tempi, così come degli esterni offensivi in grado di saltare l’uomo.

Inoltre, anche questo non da oggi, un attaccante forte da affiancare a Vlahovic. Il nodo portiere è un altro tema. Non è scontata, infatti, la permanenza di Dragowski. Sia perché il portiere polacco ha un contratto in scadenza nel 2023, sia perché Gattuso ha dimostrato di preferire un numero uno con i piedi buoni per la costruzione dal basso (a Napoli spesso Meret è finito in panchina in favore di Ospina per questa ragione), fondamentale in cui Dragowski non eccelle.

SVOLTA. Ricreare una realtà che ha funzionato, anche se non del tutto, a Napoli o al Milan (Gattuso aveva ottenuto il miglior piazzamento degli ultimi anni in rossonero prima di quest’anno), non è facile, scontato e neppure immediato.

Ma la Fiorentina tutte le possibilità di poter svoltare. Non solo perché in panchina è arrivato Gattuso, che comunque è una scelta importante e che è arrivata, peraltro, prima che altrove si generasse il caos delle ultime ore, ma anche perché Gattuso può fare da traino per innesti mirati, che servono come il pane a questa Fiorentina.

Gattuso vuole dire garanzia, perché se un tecnico che poteva andare in piazze più avanti a livello di percorso e blasone ha scelto di accettare l’offerta di una Fiorentina da ricostruire, qualcosa vorrà pur dire. La sfida è grande e ambiziosa.

Ma il suo segnale la società viola lo ha mandato. Il mercato, anche grazie all’influenza di Mendes, manager di Gattuso, potrà dargli una mano. Anzi, dovrà. Che non vuol dire spendere vagonate di milioni, ma spendere il giusto e soprattutto bene.

Cosa che negli ultimi due anni non è stata fatta.

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