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IL PAGELLONE DI VI.IT, la mediana: benissimo Torreira. Ok Duncan e Jack, male Amrabat

Fine anno, tempo di pagelle in casa Fiorentina. Avanti con la mediana: benissimo Torreira. Ok Duncan e Bonaventura, male Amrabat. Squillo in extremis di Castrovilli

Fine anno, tempo di pagelle. In mediana benissimo Torreira, che da quando ha iniziato a girare si è preso le chiavi della Fiorentina. Ottimo Duncan, tranne che contro il Verona. Malino Castrovilli, redivivo nell’ultima gara dell’anno contro il Verona.

Malissimo Amrabat. Via con i voti: DUNCAN, voto 6.5 Tutt’altro calciatore rispetto a quello che si era visto nei primi tempi di Fiorentina. Rigenerato dalla cura Italiano, il ghanese si è inserito alla perfezione nei meccanismi del tecnico viola, come quando all’esordio stagionale, col Torino, recuperò palla in mediana e rapidamente fece ripartire l’azione dei suoi mandando in profondità Bonaventura che servì a Vlahovic l’assist per il 2-0.

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Non solo muscoli e dinamismo, come testimonia la palla data a Vlahovic col Milan che il serbo trasformò in gol, ed altre giocate di qualità con cui è diventato uno dei titolari di questa Fiorentina. In gol col Milan, grazie a Tatarusanu, più volte vicino alla segnatura come col Genoa e con altre conclusioni da fuori.

La serata di Verona, con gol malamente fallito nel finale di gara, non deve influire troppo su un giudizio complessivamente più che sufficiente. CASTROVILLI, voto 5.5 Ok l’aver iniziato la preparazione molto più tardi dei compagni per via dell’Europeo, così come le mille attenuanti per aver subito un bruttissimo infortunio sbattendo su un palo a Marassi, ma questo Castrovilli non è neppure lontano parente di quello che aveva impattato in maniera devastante sulla Serie A nel primo anno di Fiorentina.

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Non a caso, quando è stato disponibile, Italiano lo ha più e più volte ripreso su giocate e movimenti da fare, come accadde nel finale di partita a Bergamo quando, nonostante la vittoria sull’Atalanta, andò a rimbrottarlo per alcune decisioni errate.

Deve tornare a giocare con leggerezza”, disse di lui Prandelli l’anno scorso. “Deve incidere di più sotto porta”, disse su di lui Iachini. “Deve pretende di più da sé stesso” disse Italiano qualche settimana fa. Il sunto non cambia: ci si attende di più, in maniera lecita viste le qualità che ha dimostrato di avere nei primi mesi di due stagioni fa.

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Unico acuto l’assist a Gonzalez in Fiorentina-Torino, poi tanti forfait e molto anonimato. Fino al lampo di luce del gol decisivo a Verona, sperando che possa essere per lui un punto di ripartenza. BONAVENTURA, voto 7 Qualche lampo lo si era già visto lo scorso anno, ma mai (alla Fiorentina) si era visto un Bonaventura così costante come in questa prima parte di campionato.

Unica serata storta quella col Milan, con diversi errori e l’appoggio sbagliato in fase difensiva che permise ad Ibra di riaprire la partita. Qualche errore di troppo sotto porta ad Empoli, così come avrebbe potuto essere un po’ più incisivo con l’Hellas.

Per il resto: assist per Vlahovic col Torino, rigore procurato a Bergamo, gol al Genoa, rigore procurato a Udine, assist per Vlahovic contro la Samp e giocata che ha permesso a Sottil di andare a segno sempre col Doria, gol alla Salernitana.

Semplicemente indispensabile. BENASSI, S.V. 154’ in campionato più 80’ in Coppa Italia, troppo poco per essere giudicati. Pochi acuti, molta disponibilità, come quando Italiano lo schierò terzino con Inter e Venezia. TORREIRA, voto 7 Non per caso Pradè e la Fiorentina lo avevano cercato per svariate sessioni di mercato.

Da quando è entrato a regime si è preso le chiavi della manovra viola, risultando quasi sempre tra i migliori. E’ lui che detta i tempi toccando un’infinità di palloni, è lui che spesso garantisce alla difesa recuperi e geometrie.

Quando non c’è la sua assenza si sente maledettamente, anche solamente per pochi minuti quando esce nei finali di partita. Sui calci d’angolo a sfavore va a ricoprire il ruolo di uomo più alto, eseguendo alla perfezione i dettami di Italiano, abbassandosi in fase difensiva in caso di necessità.

Semplicemente fondamentale, tanto che quando gira a livelli più bassi, come contro il Verona, tutta la Fiorentina va in difficoltà. La seconda frazione col Sassuolo, tra assist post recupero alto e gol del pari è da vedere e rivedere.

MALEH, voto 6 Bella scoperta. Dopo esser stato buttato dentro dal 1’ all’esordio stagionale a Roma, Italiano lo ha dosato fino al ritorno in grande stile a Bologna, dopo due mesi di panchine. Rete ai rossoblu, rete alla Salernitana ed altre buone giocate.

Non certo scintillante con il Sassuolo. Può rivelarsi un’ottima risorsa per la Fiorentina, per l’oggi e per il domani. AMRABAT, voto 5 Dopo aver iniziato la stagione in ritardo a causa dell’operazione per risolvere i problemi di pubalgia, aveva fatto intravedere qualche segnale di ripresa, quantomeno dal punto di vista della volontà di mettersi a disposizione.

Subentrando per scampoli di gara, tra Bergamo, Genova e Udine, aveva dato buone sensazioni, sia dal punto di vista dell’atteggiamento che dell’applicazione. Dalla gara col Venezia in poi, prima apparizione da titolare in questa Serie A, è tornato ad essere l’Amrabat visto a Firenze l’anno scorso: lento, macchinoso, impreciso e con caratteristiche tecnico/tattiche troppo limitate per poter essere una risorsa in una Fiorentina che va ad un’altra velocità.

“Ho parlato chiaramente con lui. Non può limitarsi a giocare solo in un centrocampo a due, deve migliorare e imparare a fare tante cose in molti sistemi di gioco. Con la sua qualità non può avere delle limitazioni per il proprio utilizzo.

Si dovrà adattare velocemente a tutto ciò che cercheremo di proporre, dovrà essere bravo ad applicarsi rapidamente” disse del marocchino Italiano. Dalla serataccia di Venezia in poi, non per caso, non ha più giocato titolare, se non in Coppa Italia col Benevento, ed anche nelle volte in cui è subentrato è andato malissimo con la Juve (da un suo errore nacque il fallo dell’espulsione di Milenkovic), male ad Empoli (entrato sullo 0-1 a 5’ dalla fine) e non certo bene anche a Bologna.

Uno dei pochi, nonostante la cura Italiano, a non aver fatto alcun progresso rispetto all’anno scorso. PULGAR, S.V. Poteva lasciare Firenze già in estate, ma Italiano si è messo di traverso intravedendone qualità importanti, soprattutto come alternativa a Torreira.

Unico acuto l’assist per Milenkovic a Roma, poi un lungo calvario per una distorsione alla caviglia che lo ha tenuto fuori per quasi tutto il girone d’andata, con altra botta presa in Coppa Italia.

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