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Otto anni a Firenze e gli occhi lucidi per Astori. Ma il Franchi è tappa cruciale per Pioli

"Ci sono partite che pesano di più e quella di Firenze pesa tanto", ha detto il tecnico rossonero. Che ha anche elogiato Italiano

No, Firenze non è una città come le altre e con la Fiorentina non «sarà mai una partita normale».

Il Milan questa sera riprenderà la sua corsa scudetto dal Franchi, uno stadio a cui Stefano Pioli deve molto della sua carriera. Il tecnico emiliano ha passato otto stagioni in viola - sei da difensore e due da allenatore -, ma soprattutto ha vissuto nel 2018 la tragedia di Davide Astori, un episodio che non potrà mai lasciare il cuore di Pioli: «Se mi guardo indietro, vedo un allenatore più giovane, con meno esperienza, che ha cercato di sfruttare al massimo l’occasione avuta per crescere - ha spiegato il tecnico rossonero ripensando agli anni in panchina a Firenze -.

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Sono stato bene lì, per me non sarà mai una partita normale, per la lunga militanza in quella società prima da giocatore e poi da allenatore e soprattutto per il ricordo di Davide, un ricordo sempre vicino, soprattutto quando si va a Firenze».

Così scrive Tuttosport.

AL FRANCHI. Le questioni sentimentali non abbandoneranno mai Pioli quando incrocerà sulla sua strada la Fiorentina e sicuramente gli occhi diventerà lucidi questa sera al 13’ del primo tempo, quando, come sempre, lo stadio ricorderà con un lungo applauso il compianto capitano, ma il Milan a Firenze giocherà una partita molto importante per il suo campionato.

I rossoneri sono ancora imbattuti, hanno superato già diversi ostacoli come le gare con Inter e Juve (due pareggi), le romane e l’Atalanta (tutte e tre battute). Vincendo questa sera contro i viola, il Milan andrebbe a più tre sul Napoli e più dieci sui cugini nerazzurri.

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Insomma, una vittoria metterebbe moltissima pressione sulle due attuali rivali scudetto che domani sera si affronteranno a San Siro. Con tre punti il Milan guadagnerebbe sicuramente su una delle due avversarie, se non entrambe in caso di pareggio.

MOMENTO IMPORTANTE. Per questo Pioli è andato oltre uno dei ritornelli che amano ripetere allenatori e calciatori, ovvero che tutte le partite valgono tre punti. Questa volta no: «Sappiamo che è un momento importante del campionato - ha spiegato -.

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Tutte le gare contano tre punti, ma ci sono partite che pesano di più e quella di Firenze pesa tanto. Lo sappiamo e siamo preparati per interpretarla bene. I giocatori saranno determinati, sanno le difficoltà che troveranno».

Nessun rischio che il Milan, in virtù delle assenze in difesa della Fiorentina, prenda sottogamba l’impegno: «Diffido sempre dalle squadre che sembrano in difficoltà per delle assenze, è successo spesso anche a noi - ha evidenziato Pioli -. In questi casi si trovano più energie e motivazioni, aumenta la voglia di dimostrare di essere un gruppo forte.

La Fiorentina grazie al lavoro di un ottimo allenatore come Italiano, giovane, ma con le idee chiare, ha già una forte identità. La Fiorentina cercherà di fare la partita, come noi, non aspetterà e ci aggredirà con intensità e coralità.

Noi dovremo essere bravi negli smarcamenti ed essere precisi dal punto di vista tecnico perché inevitabilmente ci lasceranno degli spazi».

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