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Oggi a me, domani a te? Il ‘vero’ problema non è Vlahovic, ma la deriva (sempre maggiore) del sistema  

Oggi a me, domani a te? Il ‘vero’ problema non è Vlahovic, ma la deriva (sempre maggiore) del sistema del calcio, tra procuratori, commissioni e regole nel quale la Fiorentina è costretta a muoversi

Dusan Vlahovic non è il primo e non sarà l’ultimo a muoversi dentro ‘teatrini’ fatti di rimpalli tra agenti, calciatori e firme su rinnovi che poi, guarda caso, non arrivano mai. Il calcio moderno, d’altronde, viaggia sempre più verso questa deriva, soprattutto per quanto riguarda l’usanza da parte dei giocatori di arrivare alla scadenza del contratto per trovare, poi, sistemazioni nei ‘soliti’ club con ingaggi più elevati.

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Con, ovviamente, relative onerose commissioni per l’approdo a parametro per gli agenti. SISTEMA. In questo modus operandi, tuttavia, di illegale non c’è praticamente niente che riguardi il calcio, se non per eventuali reati fiscali, che restano tutti da dimostrare (come dimostra l’ultima inchiesta di Report).

Lo sdegno popolare (e populista) aumenta dinanzi alle commissioni che finiscono nelle tasche dei procuratori. Le grida delle società che sottolineano come tali denari escano dal sistema calcio senza rientrarvi aumentano. Ma alla fine…nessuno fa niente.

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Anzi. Capita così che l’Inter sia stata ‘brava’ a soffiare Calhanoglu al Milan a zero, mentre il Milan sia stato ‘ingenuo’ a perdere il turco e Donnarumma a zero, nonostante offerte di rinnovo altissime sempre rifiutate, come rischia di accadere al Psg per Mbappè e ancora al Milan per Kessie.

Proprio quel Psg che ha speso l’impossibile sul mercato, e convinto Messi a lasciare il Barcellona a zero. Lo stesso Milan che ha ‘aggirato’ ostacoli per Rebic ai danni della Fiorentina, club che per primo è finito nelle mani di un fondo nonostante anni di debiti monstre, la stessa Inter che ha accumulato milioni di deficit pagando, tuttavia, una milionaria buonuscita a Conte.

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E poi c’è la Juventus, che quanto a debiti è messa pure peggio, ma che potrà contare su una multimilionaria ricapitalizzazione per coprire passivi di gestione dovuti anche (se non soprattutto) ad aumenti di costi folli. Senza considerare gli allenatori presi, esonerati, pagati per non fare niente, basti pensare quanto prendono di ingaggio i vari Ramsey e Rabiot (oltre 7 milioni netti), oltre agli incentivi ai vari Higuain & Co.

per risolvere i loro contratti dei quali è rimasta prigioniera. Cosa c’entra con la Fiorentina? Quasi nulla, ma è giusto ri-partire dal vertice della piramide. OGGI A ME, DOMANI A TE. 23 milioni netti fino al 2025 per l’ingaggio, una commissione di 5 milioni agli agenti, oltre al 10% sulla futura rivendita.

Questa è stata l’ultima richiesta di Ristic per far firmare Vlahovic. Il tutto per un anno disputato ad ottimi livelli, dopo mesi di rimpalli. “Ho parlato con l’agente mi dice di parlare col giocatore. Vlahovic mi dice di parlare con l’agente”, aveva tuonato Commisso prima di dire basta con il comunicato di qualche giorno fa.

E se poi, Vlahovic non si fosse ripetuto a tali livelli? La Fiorentina si sarebbe trovata prigioniera di un contratto a cifre folli, come accaduto, appunto, alla Juventus e ad altri per i vari Ramsey e compagnia. Come, di fatto, sta succedendo allo stesso club viola con Kokorin, che percepisce 1,7 milioni di euro netti senza vedere il campo se non per manciate (imbarazzanti) di minuti.

Intanto la Fiorentina continua a muoversi forte su Belotti, che vive la stessa situazione di Vlahovic. “Rinnovo? La nostra offerta la conosce”, ha detto il ds del Torino. “Ho fatto un’offerta fuori dalla mia portata, ma non credo voglia firmare” ha detto poi a ruota il patron dei granata Cairo.

Senza considerare i rapporti tornati idilliaci con Ramadani da parte della stessa Fiorentina, oltre a quelli con alcuni altri manager che hanno favorito l’arrivo in viola di altri giocatori, Lippi su tutti. Trattasi, dunque, del più classico degli oggi a me, domani a te.

Un sistema del quale è legittimo evidenziarne le storture, come più volte ha fatto Commisso in persona, fin dal problema dei contratti che pesavano sui conti ai tempi dell’esonero di Montella, arrivando alle imposizioni di Mendes per Sergio Oliveira terminando, poi, con Vlahovic.

Un sistema nel quale, però, la Fiorentina deve continuare a muoversi (senza, per questo, calarsi le braghe dinanzi ad eventuali ingiustizie), piaccia o meno. Resta, semmai, scegliere con chi operare e con chi no, per modalità, richieste e costi.

La domanda, piuttosto, è: poteva essere previsto tutto ciò? FOLLIE. Al di là di come ognuno la pensi sul singolo caso in sé, a meno che non si decida di fare una battaglia epocale i procuratori sono parte del sistema. Nessuno costringe le società a sottostare alle loro condizioni, né ad accettare i ‘teatrini’ con evidenti prese in giro che si protraggono per mesi.

Resta, dunque, un enorme senso di amarezza per l’accaduto, che però fa parte del gioco. Quello stesso che ha ‘costretto’ la Fiorentina a cedere Chiesa alla Juventus perché il calciatore voleva trasferirsi in bianconero, che al contempo costringe i club a tenersi a bilancio inutili ingaggi monstre pattuiti pensando di fare un affare e che permetterà alla Fiorentina di trovare il sostituto di Vlahovic, magari potendo anche rafforzare il tasso tecnico della squadra.

Come detto il problema è a monte, tra leggi finanziarie aggirate, commissioni, debiti etc etc. E per risolverlo servirebbe una cooperazione internazionale tra chi oggi è vittima e domani è carnefice in tali tipi di operazioni.

Il sistema, d’altronde, ha preso la sua via. A chi ne è dentro il compito di evitare che la deriva continui.

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