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Odriozola, la prima a tutto gas. Nessuna paura di fronte a Zapata e compagni

Ottime impressioni per il terzino arrivato dal Real Madrid, non solo in fase di spinta ma anche negli interventi difensivi

Occhi puntati soprattutto su Lucas Torreira, alla prima da titolare in maglia viola (anzi, rossa) e autore di una prova sufficiente, in attesa di ritrovare presto la brillantezza dei tempi migliori. Ma tutt'altro da sottovalutare anche l'impatto di Alvaro Odriozola sul mondo Fiorentina.

Entrato a freddo a metà primo tempo per l'infortunio alla spalla di Venuti,lo spagnolo non ci ha messo molto a trovare l'intesa con i compagni. E a farsi sentire con gli avversari. OTTIMO IMPATTO. Chiedere a Duvan Zapata, chiuso in scivolata quando nel primo tempo era sicuro di prendere quel pallone sulla linea laterale.

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Ma anche nella ripresa il colombiano è stato fermato dall'ottimo intervento di Odriozola. Lo spagnolo è poi andato duro su Gosens, cliente parecchio scomodo su quella fascia nel finale. Ma l'ex Real Madrid e Bayern se l'è cavata alla grande alla prima con la Fiorentina.

Certo, i meccanismi sono da oliare, normale se hai appena una decina di allenamenti scarsi con i compagni nelle gambe. Ma le premesse sono ottime. Decisamente incoraggianti. QUALITA' FISICHE. "Ha qualità fisiche incredibili, può fare avanti e indietro per 95' senza sentire fatica", aveva detto di lui Italiano.

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"E' normale che si debba ancora adattare al nuovo allenatore e ai nuovi compagni. E' un ragazzo intelligente che è felicissimo di essere alla Fiorentina, abbiamo aggiunto un giocatore di valore". E quelle qualità fisiche si sono viste subito.

Una capacità di corsa che si è vista dai primi scatti, quando era riuscito ad andare sul fondo bruciando metri agli esterni atalantini. Poi Callejon e Italiano gli hanno anche chiesto di frenare la sua esuberanza: c'era bisogno di tenere la posizione, e lui l'ha fatto bene in un calcio molto più tattico come quello nostrano.

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DAI BLANCOS A FIRENZE. Certo, il curriculum di Odriozola parlava da solo: sei trofei in tre anni (compresi due campionati, una Champions e un Mondiale per club) tra Real Madrid e Bayern Monaco, non proprio un ruolo da titolarissimo ma nel finale della scorsa stagione nei Blancos aveva giocato otto delle ultime nove gare per almeno un tempo.

E a Firenze, dopo aver superato anche il Covid in estate, si è ripresentato alla grande. "Penso che a Firenze vedremo il miglior Odriozola. Sono sicuro di questo”, aveva detto in sede di presentazione lo spagnolo. “Sono davvero curioso di conoscere la cultura fiorentina, toscana e penso che la città parli da sola.

Ovviamente sono alla Fiorentina, e penserò come prima cosa al calcio. Ma vivere in questa patria del Rinascimento, mi sembra speciale. Voglio portare la mia esperienza qui per contribuire a far lottare la Fiorentina per l’Europa”.

Parole non banali, così come superiore alle aspettative è stato il suo impatto sul calcio italiano. E di Italiano. Di fronte aveva un'Atalanta che, con Maehle e Gosens, fa delle corsie esterne una delle armi più pericolose. CORSA E SACRIFICIO.

Ma Alvaro non si è tirato indietro. Corsa e sacrificio, ben 54 palloni giocati (4° dopo Biraghi, Igor e Bonaventura, che però hanno giocato tutta la partita) e 5 recuperi difensivi. Una prova importante come biglietto da visita.

Ora un'altra settimana di allenamenti con Italiano, poi a Genova sabato dovrebbe toccare di nuovo a lui, stavolta dal 1', visto l'infortunio di Venuti. Una nuova freccia per i viola sulla destra. Nel 'Rinascimento viola' può giocare un ruolo da protagonista.

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