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Nazione: Iachini sogna di congedarsi con una vittoria sul lanciatissimo Napoli

Viola in campo all'ora di pranzo per affrontare gli azzurri di Gattuso, protagonisti di un ottimo finale di stagione. Beppe vuole vincere

Alla fine poteva esserci il Beppe Ter. Un retroscena svelato proprio da Iachini nel corso della conferenza stampa pre Napoli. Un colpo a sorpresa che il presidente Commisso si stava preparando a mettere a segno dopo la vittoria salvezza contro la Lazio.

Non si dice a caso che l’allenatore merita una statua se non si è pensato concretamente ad estendere la fiducia anche per la prossima stagione. Impossibile se non si ha una stima profonda, umana e tecnica, nei confronti di Iachini.

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E la domanda è la logica conseguenza di quanto sentito nelle ultime 24/48 ore. Scrive La Nazione. «Perché non sono stato riconfermato nonostante i grandi elogi di Commisso? Dopo la vittoria con i biancocelesti in realtà da qualche battuta del presidente avevo percepito qualcosa al riguardo.

Ma a questo punto è giusto che ognuno faccia il proprio percorso. È bello lasciarsi da amici». Amicizia e stima reciproca. Come conferma Beppe che sogna di congedarsi dal ’Franchi’ con una vittoria eclatante contro il lanciatissimo Napoli.

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Squadra guidata dal candidato più concreto a succedergli sulla panchina viola. «Con Rino abbiamo un ottimo rapporto – spiega Iachini –, sta facendo un ottimo lavoro con una grande squadra che da anni lotta per i vertici della classifica».

Nessun riferimento insomma al futuro. Perché la sensazione che Iachini abbia bisogno di un periodo per disintossicarsi e ricaricare le pile è molto forte. Lo stesso Beppe lo conferma da uomo sincero e senza veli: «Per me la Fiorentina non è e non sarà mai una squadra qualsiasi.

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Allenare qui non è solo lavoro. Ma un grosso dispendio a livello emotivo e sento in maniera particolare la responsabilità. Voglio rimanere ‘Beppe’ per i fiorentini e per questa città, orgoglioso di aver portato a termine la missione e di aver fatto tutto quel che potevo per riuscirci».

Missione compiuta, ma l’ultimo sforzo per chiudere con soddisfazione l’annata più pazza e indecifrabile non solo della Fiorentina in particolare, ma del calcio in generale.

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