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Nazionale, abbondanza a centrocampo: anche Castrovilli nella corsa per il Mondiale

In mezzo Mancini può scegliere tra 12 giocatori di livello. Il campionato farà le gerarchie: il viola ora è infortunato, ma resta in corsa

Jorginho e Verratti, il più vincente e il più pagato, intoccabili nell’Italia ideale di Roberto Mancini, sono i fratelli maggiori di un centrocampo che Manuel Locatelli non teme di definire «tra i più forti d’Europa».

Se l’attacco è un problema perché non riusciamo a trovare il centravanti ideale e la difesa ancora si regge sulla forza del capitano Chiellini, 37 anni compiuti, il centrocampo è la vera forza. Così scrive il Corriere della Sera.

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CENTROCAMPO. Qualità, abbondanza, gioventù. Basti pensare che dietro ai tre che ci hanno guidato sino a Wembley, cioè il dinamico Barella, il tattico Jorginho e il talentuoso Verratti, ce ne sono almeno altrettanti di spessore.

Locatelli, 23 anni, si è già caricato la Juve sulle spalle e sembra maturo per diventare in fretta uno dei leader della Nazionale, ma il campionato sta aprendo la strada a Sandro Tonali, 21 anni, cresciuto a dismisura in questo inizio di stagione con il Milan.

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Mancini, con un po’ di dispiacere, stavolta lo ha lasciato alla Under 21, ma a novembre quasi certamente lo riproporrà nel gruppo azzurro. ABBONDANZA. Senza contare i romanisti Zaniolo e Pellegrini, che sono eclettici e possono essere inseriti sia tra i centrocampisti ma anche tra gli esterni alti.

Anche Pessina, assente due mesi a causa dell’infortunio rimediato contro il Milan, scalda il cuore del ct: è potente, vede la porta, può giocare in più ruoli. La lista dei papabili è lunga e le soluzioni sono molteplici. Considerando i campioni d’Europa Castrovilli e Cristante, il granata Mandragora e il delicato Sensi, che troppe volte si infortuna, Mancini in vista del Qatar può pescare in un elenco di almeno 12 elementi di valore.

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Anche la gioventù è una forza del centrocampo azzurro perché sette dei potenziali papabili per il Qatar non hanno più di ventiquattro anni. Il campionato, più che la Nazionale, definirà le gerarchie.

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