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'Mister' Ribery: il nuovo ruolo tra campo e spogliatoio. Per supportare anche Gattuso

Non ha voglia di smettere, anzi: Franck lancia segnali per rimanere in viola. Il feeling con Rino e l'esperienza al servizio della Fiorentina

C’è la stima reciproca dell’uno verso l’altro, si sono sentiti: se tre indizi fanno una prova, il terzo indizio è rappresentato dalle parole espresse da Franck Ribery nella serata della “Partita del cuore” pochi giorni fa: «Gattuso è un grande allenatore dopo essere stato un grande campione.

Se rimango? Amo l’Italia e giocare in Italia, vediamo di trovare una soluzione per continuare a Firenze». E’ questa la prova più attesa: la permanenza del fuoriclasse francese in maglia viola, scrive Il Corriere dello sport - Stadio.

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MISTER RIBERY.  Ci stanno tentando, la Fiorentina e Ribery, e rispetto ai mesi scorsi, ma forse anche solo alle ultime settimane, ci sono sensazioni e dinamiche differenti. Positive, ovviamente. Quelle che non c’erano prima, perché prima c’erano altre priorità, ma adesso che in cima a tutto c’è la costruzione della squadra da consegnare a Gattuso anche il rapporto con l’ex Bayern lo è diventato.

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Senza pressioni, senza forzature, ma con un’idea chiara in testa: allungare il contratto (che scade tra un mese esatto) di una stagione per delineare così il nuovo ruolo di Ribery dentro la nuova Fiorentina.

ALLENATORE AGGIUNTO.

Il principale com’è ovvio che sia rimane quello di calciatore, e che calciatore, al netto dei 38 anni compiuti ad aprile e di una carriera lunga e logorante sotto tutti i punti di vista, in primis fisico-atletico. Ma se ne aggiungerà un altro, già comunque emerso specie nelle partite che non lo hanno visto in campo per infortunio e problemi vari: “mister” Ribery.

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Una sorta di allenatore aggiunto, in modo da sfruttare ancora di più la sua esperienza e la sua conoscenza di tutte le cose legate al pallone. Il collante perfetto tra campo e spogliatoio adesso che il tecnico calabrese dovrà calarsi velocemente nella realtà che lo aspetta con l’obiettivo di conoscere presto e bene squadra e città a tutto beneficio della Fiorentina.

DUBBI FUGATI. Poi, certo, 29 presenze, 2 gol e 7 assist in campionato dicono che il campione transalpino non ha alcuna intenzione di chiudere con il calcio giocato. Se ci fosse stato mezzo dubbio, ci ha pensato la moglie Wahiba ad allontanarlo definitivamente celebrando ogni prodezza e ogni giocata del marito come la più appassionata delle tifose.

Il dubbio se n’è andato ed è aumentata la voglia di essere ancora protagonista, a Firenze ovvio, che ha scelto due anni fa con la manifesta volontà di essere il vero Ribery.   RINNOVO.  Due stagioni sono trascorse e i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative del numero 7, però questo se possibile è un incentivo e non un deterrente soprattutto per chi di carattere non accetta la sconfitta.

Non solo. Adesso c’è all’orizzonte una sfida più ampia e più gratificante: ridare competitività e prestigio alla Fiorentina. Questa è la sfida. Con Gattuso, che è l’uomo e l’allenatore stimato da Franck e col quale sono intercorse le parole giuste per ritrovare quell’entusiasmo intaccato da tutti i problemi che la squadra viola ha incontrato in questi anni.

Gattuso in panchina, Ribery in campo, molto giocatore, un po’ “vice” per dare una mano e indicare la strada da seguire ai compagni e, perché no?, anche al tecnico calabrese.

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