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Mendes-Gattuso/Ramadani-Sarri. Commisso: stop a ricatti, come il Milan con Donnarumma

Relazioni pericolose, o forse perverse. Da Mendes-Gattuso a Sarri-Ramadani, Fiorentina e Milan danno un segnale: basta ai ricatti dei procuratori

Relazioni pericolose, o forse perverse: procuratore più allenatore uguale giocatori (di quel procuratore, ovviamente). Assumi un tecnico e lui ti chiede di andare a prendere una serie di calciatori i quali, guarda un po’, sono assistiti dal suo stesso agente, scrive il Corriere Della Sera.

Dove finisce la convenienza sportiva e comincia l’interesse privato? Domanda senza risposta, specchio di un fenomeno inquietante e in continua espansione. Jorge Mendes, al Wolverhampton, fa ciò che vuole, comportandosi come se ne fosse il padrone.

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La cronaca di questi giorni ci racconta di altre situazioni simili. Ramadani ha portato Sarri alla Lazio e ora il club biancoceleste tratta una serie di giocatori dello stesso procuratore: da Jovetic a Kostic. La Roma, con Mourinho, potrebbe mettersi in casa giocatori di Mendes (guarda caso) con Rui Patricio su tutti.

Di fatto sono procuratori, ma diventano una sorta di direttori sportivi occulti. Tutti sanno, ma tutti osservano in silenzio. Finora, almeno, è stato così. Chissà se adesso la situazione cambierà. La Fiorentina ha detto no al sistema Mendes.

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L’eclatante gesto di Commisso è servito a compattare il fronte dei dirigenti: molti hanno chiamato la Fiorentina per complimentarsi, quasi si volessero ribellare tutti assieme allo strapotere di certi agenti. Il Milan ha fatto più o meno lo stesso con Donnarumma.

Elliott e Commisso lanciano il segnale: fermiamoli, così non si può andare avanti.

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