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Malesani: «Viola, classica stagione nata male. Ma ora servono undici leoni in campo»

Le parole del doppio ex di Fiorentina e Parma: «Ogni partita è decisiva, bisogna cambiare totalmente atteggiamento»

La Fiorentina si salverà e il Parma ha puntato sull’allenatore giusto, Carlos Cuesta, che è giovane e pieno di entusiasmo. Ne è sicuro Alberto Malesani, che ha legato la sua carriera a tutte e due le squadre. Parla così a La Gazzetta dello Sport.

VIOLA. Si aspettava una Viola in lotta per la retrocessione? «Sinceramente no, perché la Fiorentina non è una squadra da ultime posizioni. Il piazzamento attuale non rispecchia assolutamente il suo valore. Certo, non ha una rosa da primi posti ma nemmeno da ultime posizioni. E’ stata costruita per fare come minimo un campionato tranquillo. Senza dubbio il gruppo sta rendendo al di sotto delle sue reali potenzialità».

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SPIEGAZIONE. «Difficile dirlo per chi non è dentro e non può sapere come stiano veramente le cose, però la vedo come la classica stagione nata male. Può succedere quando non hai le idee chiare: la squadra aveva trovato una continuità con Raffaele Palladino in panchina e il cambio di allenatore ha influito negativamente. La Fiorentina non è partita bene, è rimasta indietro e così si è ritrovata senza accorgersene in una situazione complicata. Credo che adesso il problema della squadra sia soprattutto a livello mentale, perché le qualità ci sono. Prendiamo Moise Kean, che per me è una delle migliori punte italiane: la scorsa stagione è stato strepitoso, segnando 25 gol tra campionato e coppe, adesso anche lui è sotto tono».

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SALVEZZA. Secondo lei la Viola si salverà? «Sì perché ha più potenzialità rispetto alle altre squadre che lottano per non retrocedere. Però la qualità non basta, bisogna riuscire ad allontanare il centro di responsabilità, azzerare tutto e fare gruppo. Non è facile perché la Fiorentina è una squadra che non è abituata a stare così in basso, nelle ultime stagioni è sempre stata in corsa per un piazzamento nelle coppe. Però adesso bisogna fare i conti con la realtà, accettare la situazione, andare avanti a testa bassa e rialzarsi in fretta. Come se il campionato iniziasse domenica: ogni sfida deve essere decisiva e va affrontata come una partita di Coppa».

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CONFERENCE. L'Europa può diventare un intralcio? «Assolutamente no. Io la considero un vantaggio, perché abitua la testa dei giocatori alla gara singola. La partita con il Parma deve essere approcciata come se fosse una finale. Bisogna cambiare totalmente atteggiamento, mi pare ci sia troppa pesantezza di pensiero: in campo servono undici leoni».

CUESTA. «Devo ammettere che non lo conoscevo e per me è stata una piacevole scoperta. Puntare su un esordiente poteva essere un azzardo, invece è stata una mossa vincente. Io sono sempre a favore della gioventù, Cuesta sta dimostrando di avere idee e soprattutto entusiasmo, con cui sopperisce alla mancanza di esperienza. A volte contano più la voglia e la spregiudicatezza di tante altre cose. Bisogna saper entrare nella testa dei giocatori, coinvolgerli e motivarli».

FIORENTINA-PARMA. «Credo che la Fiorentina farà una grande partita e che abbia più chance di vincere. La brutta sconfitta di Udine ha lasciato il segno, mi aspetto una squadra carica e affamata che vuole mettersi subito alle spalle i tre gol subiti. Il Parma ha meno bisogno di punti, però anche un pareggio può andare bene a entrambe».


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