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Lupo a VI.IT: "Maleh? Mi colpì la sua professionalità. Sabato gli ho mandato un messaggio..."

Le dichiarazioni dell'ex dirigente tra le altre di Venezia, Ascoli e Palermo

Due gol nelle ultime due giornate di campionato, Youssef Maleh sta iniziando a prenderci gusto. Il marocchino sta ripagando la fiducia di Italiano, che non ha esitato a schierarlo titolare all'Olimpico alla prima di campionato e sta continuando ad impiegarlo nonostante la concorrenza.

Un acquisto che la Fiorentina ha ufficializzato lo scorso gennaio, bloccandolo e anticipando la concorrenza, prima di valutarlo questa estate a Moena. Per commentare la sua crescita in maglia viola, LaViola.it ha contattato in esclusiva l'ex ds del Venezia, Fabio Lupo:Ha sentito Maleh di recente?

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"Sabato ho mandato un messaggio sia a lui che ad Aramu del Venezia, con scritto: "Il livello della Serie A si deve essere abbassato se sei riuscito a segnare due gol di seguito". Lui mi ha risposto ridendo, c'è sempre un buonissimo rapporto.

Ricordo di averlo segnalato per primo alle nazionali giovanili, perché secondo me non era stato monitorato con attenzione e a novembre-dicembre di quella stagione a Venezia dissi che nell'U21 non avevano un giocatore con quelle caratteristiche.

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Poi lo convocarono e ha giocato anche l'Europeo, ma era chiaro che fosse destinato a fare una carriera di buon livello". Anche se poi ha scelto il Marocco... "Ha fatto questa scelta, ma va interpretata per quella che dev'essere la sua crescita.

Probabilmente ha pensato che quel palcoscenico gli consentirà di avere maggior visibilità a livello internazionale, considerando anche la concorrenza che avrebbe avuto nell'Italia. Ma tutte le sue valutazioni sono ponderate".

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Ma è sorpreso dal suo rendimento? "Non sono assolutamente sorpreso. Già due anni fa a Venezia avevo detto a qualche collega di società importanti, come lo è anche la Fiorentina, che Maleh era pronto: ha una maturità professionale che lo porta ad apprendere giorno dopo giorno.

Più alto è il contesto in cui si allena e più alta è la sua risposta. Le partite lo aiutano a migliorare la qualità delle sue scelte in determinate situazioni e in determinati contesti. La base tecnica è buona e non mi sorprende che abbia fatto questo ulteriore step".

Dalle dichiarazioni post-Salernitana si evince anche la sua fame... "Ha grandi motivazioni, ma fa parte di quella professionalità a cui ho accennato prima. Se lui aveva un piccolo problema prima dell'allenamento non faceva il torello, e parliamo di un ragazzo che aveva 19 anni.

Si curava molto e stupì molto sia me che Dionisi. Fu uno dei motivi che ci convinse a tenerlo, visto che arrivava da una stagione al Ravenna. Dopo una settimana di ritiro, sia per ragioni tecniche che professionali, ritenemmo che quella sarebbe stata la nostra grande sorpresa e così è stato".

La Fiorentina ha le carte in regola per andare in Europa? "Stimo moltissimo l'allenatore. Lo scorso hanno ha raggiunto la salvezza in maniera brillante con lo Spezia, sta facendo tutti gli step di crescita. Poi alla Fiorentina c'è materiale di livello e credo che abbia le possibilità di andare in Europa.

Magari a gennaio dovranno andare a puntellare la rosa, per eliminare alcune lacune che allenatore e dirigenza hanno individuato. Penso che la Fiorentina possa veramente ambire a un posto in Europa". E' rimasto sorpreso da Italiano?

"E' un allenatore con idee e riesce ad abbinarle alla propria squadra. Sa che allenare a Trapani, a Spezia e a Firenze sono cose diverse, ma il suo marchio c'è sempre. Questa è una qualità da grande allenatore". La scorsa estate quando era ad Ascoli voleva Terzic?

"Era uno degli obiettivi, ma abbiamo capito subito che sarebbe stato difficile. Il giocatore voleva giocarsi le sue carte a Firenze e lo capisco. Mi aspettavo che potesse avere più spazio, ma deve ancora fare un piccolo step.

Ha le qualità per stare dentro un organico come quello della Fiorentina e imparerà molto da questa esperienza. E' un'ottima alternativa a Biraghi: credo che possa aver fatto la scelta giusta". Dopo la sfida contro il Benevento, la Fiorentina affronterà il Sassuolo di Dionisi che lei ha avuto proprio al Venezia: come giudica il suo operato?

"Lo reputo molto buono perché ha preso una squadra con un'identità forte, ereditata dal precedente allenatore. La partita contro la Lazio di Sarri è stato il vero primo marchio di Dionisi: lui è stato bravo a partire da quel patrimonio, lo ha valorizzato e adesso non è più l'ex squadra di De Zerbi ma è quella di Dionisi.

Fiorentina-Sassuolo sarà una partita molto bella tra due allenatori con idee, in grado di adattarle al contesto in cui si trovano".

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