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Lo voleva Iachini, è toccato ad Italiano. Torreira si prende le chiavi del centrocampo

Ieri la presentazione di Torreira, che Italiano potrebbe gettare nella mischia già a Bergamo, complice il ritorno di Pulgar a ridosso della partita

Un anno fa di questi tempi Beppe Iachini lo aveva inserito al primo posto nella lista dei giocatori a lui graditi. Il regista che poteva alzare il livello della squadra. Ma Barone e Pradè gli consegnarono Bonaventura. Centrocampista importante ma con caratteristiche totalmente diverse da Lucas Torreira.

La dirigenza viola pensava che Amrabat potesse diventare il regista perfetto per la Fiorentina. Progetto fallito. Dodici mesi dopo Vincenzo Italiano è stato più fortunato. Voleva il guerriero uruguaiano in mezzo al campo, a dettare i tempi giusti ed è stato accontentato.

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«Al mister – ha spiegato Torreira - piace utilizzare tanto il mediano e a me piace giocare tanto la palla. E’ un ruolo importante per me. L’ho fatto per due anni alla Sampdoria con Giampaolo. Gioco sia in un centrocampo a due, che a tre.

Prime impressione del nuovo allenatore della Fiorentina? Urla tanto e ci sta molto dietro». Si sono piaciuti subito. Non potrebbe essere altrimenti visto che vedono il calcio allo stesso modo. Tanta aggressività e la voglia di recuperare palla nella metà campo avversaria.

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Italiano potrebbe già lanciarlo nella mischia alla ripresa del campionato, a Bergamo contro l’Atalanta. Lucas day. Giorno di presentazione per Lucas Torreira. Lo volevano in tanti ma lui ha scelto la Fiorentina. Per la gioia del presidente Commisso che ha sempre amato questo tipo di calciatori.

Il feeling tra il regista uruguaiano e la società viola dura da tempo. L’inverno scorso il diesse Pradè, che lo conosce dai tempi della Sampdoria, lo aveva convinto a tornare in Serie A, in maglia viola. Ma l’Atletico ha fatto muro e la Fiorentina ha dovuto aspettare qualche altro mese.

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Ma la strada ormai era tracciata. E ora è arrivato. «I nostri obiettivi? La società crede tantissimo in questa squadra. La cosa più importante per me ora è conoscere i compagni e il mister. Spero di far divertire i tifosi». Non una parola di troppo.

Così, d’altra parte, si comportano i veri leader, scrive stamani La Gazzetta dello Sport.

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