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Lega Serie A, le nuove cariche: Cognigni resta fuori, Lotito e Marotta in consiglio federale

Dopo tredici mesi la Lega Serie A esce dalla gestione commissariale, guidata prima da Tavecchio e poi da Malagò. Lo fa rinnovando le sue cariche e ripristinando la funzionalità del consiglio, l’organo-chiave secondo il disegno del nuovo statuto.

Così scrive La Gazzetta dello Sport. Ieri le due anime della A hanno raggiunto un accordo complessivo che ha sbloccato le nomine in quota ai club, dopo che erano stati eletti i membri indipendenti, e cioè il presidente Gaetano Miccichè, l’amministratore delegato ad interim Marco Brunelli e il consigliere Maurizio Casasco.

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Ecco, dunque, gli eletti. In consiglio federale vanno Claudio Lotito e Beppe Marotta, rispettivamente con 13 e 14 voti (7 per Romei della Sampdoria). Le quattro poltrone in consiglio di Lega vanno ad Alessandro Antonello, a.d.

dell’Inter, che ha preso più voti di tutti (16), Stefano Campoccia, vice presidente dell’Udinese (11 voti), Marco Fassone, a.d. del Milan (11), e Luca Percassi, a.d. dell’Atalanta (14), mentre si sono fermati a quota 8 Baldissoni, Cognigni e Fenucci.

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Rinnovato il collegio dei revisori, saluta dopo una lunga militanza Ezio Maria Simonelli: nuovo presidente è Giovanni Barbara, componenti effettivi Enrico Calabretta e Mario Tardini, supplenti Laura Guazzoni e Marco Mencagli.

Per arrivare alla quadra sono state necessarie telefonate incrociate nell’ultima notte. Cairo e Preziosi si sono spesi per far prevalere le diplomazie tra il fronte guidato da Juve e Inter e quello lotitiano (non sfugga il forte rapporto personale tra il numero 1 del Torino e Steven Zhang).

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Nel caso delle nomine hanno votato anche le retrocesse Benevento, Crotone e Verona, che hanno fatto da ago della bilancia. Alla fine, per il consiglio di Lega sono state scelte le milanesi e due club medi: «un pacchetto equilibrato», viene definito dai fautori dell’intesa.

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