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L’altro Nico: 21 km di sacrificio tra Sassuolo ed Hellas, 18 palle recuperate ma poca brillantezza davanti. Con Ikoné…

Gonzalez: tra Sassuolo e Verona ha messo a referto 21 km di sacrificio recuperando ben 18 palloni. Tanta quantità, ma poca brillantezza. La sosta è arrivata al momento giusto per lui, così come Ikoné

La Fiorentina si appresta a ricominciare col lavoro dopo la vacanza natalizia, con un Ikoné in più e diversi elementi che avevano grande necessità di tirare il fiato. Da Vlahovic, sempre impiegato tranne che per una manciata di minuti tra Coppa Italia e finale col Sassuolo a Biraghi, ma soprattutto Nico Gonzalez.

L’argentino, dopo le tre settimane di stop forzato causa Covid, ha brillato solamente col Bologna, con assist, punizione dell’1-2 e rigore dell’1-3 procurate, mettendo lo zampino anche sul 4-2 al Milan di Vlahovic, risultando tuttavia tra i meno in partita a Verona e tra i meno brillanti col Sassuolo.

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Occasioni da gol e tiri pochi, se non un paio di tentativi sballati, con diversi errori tecnici (soprattutto al Bentegodi) anche banali. L’ALTRO NICO. Lo aveva detto Italiano: “Ci vorrà del tempo per riaverlo al massimo dopo il Covid”.

Per Gonzalez la sosta è arrivata nel momento migliore. Nelle ultime due gare, l’ex Stoccarda aveva messo a referto 21 km (nel totale), risultando sempre sul podio tra i calciatori della Fiorentina per distanza massima coperta.

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Km Fiorentina-Sassuolo / Km Verona-Fiorentina
Tantissimi i palloni recuperati, ben 18, di cui addirittura 12 col Sassuolo.
Fiorentina-Sassuolo, dati Lega Serie A
Verona-Fiorentina, dati Lega Serie A
Sacrificio e quantità, dunque, non sono mancati.

Anche perché, tra i dogmi di Italiano, c’è proprio il recupero del pallone attraverso il pressing alto, su cui non si può certo dire che l’argentino si sia tirato indietro, anzi. A mancare, piuttosto, è stata la qualità, o meglio la lucidità.

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CON IKONE’. Dalla ripresa dei lavori Italiano potrà contare fin da subito su Ikoné. L’arrivo del francese potrà permettere a Gonzalez sia di poter tornare, almeno a tratti, a giocare sulla fascia sinistra, cosa che all’argentino piace, sia di poter avere un altro concorrente là davanti con cui ruotare e tirare il fiato.

Nel finale di anno, infatti, tra infortuni, qualità e minutaggio dei compagni di reparto, Gonzalez è stato chiamato a fare gli straordinari. Sottil, ad oggi, non è certo ai livelli di Gonzalez e Ikoné, mentre Callejon e Saponara non possono garantire rendimenti alti con costanza (al netto del problema alla mano rimediato dall’ex Empoli).

Le premesse, insomma, per poter tornare a vedere un Gonzalez che unisca qualità e quantità ci sono tutte.

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