La voglia di sognare e una squadra che sa vincere anche 'sporcandosi'. Gruppo sempre più unito: ora il Napoli per chiudere il primo ciclo
Sei partite e dodici punti, 4° posto insieme alla Roma. Il senso di appartenenza e quel patto estivo con Italiano
Dodici punti dopo sei giornate, una media da 2 punti a partita che torna a far sognare Firenze. Per gli ultimi anni vissuti a guardare da lontano certe posizioni, per tanti segnali positivi che accompagnano il nuovo percorso firmato Italiano.
Ma anche perché il calendario, alla vigilia del campionato, non pareva certo dei più semplici. "Non mi aspettavo sicuramente questo avvio importante in termini di punti. Lo speravo, ci credevo, ma sono felice per il livello raggiunto in così breve tempo", aveva detto il tecnico prima dell'Inter.
E ora che, incassata la rimonta al passivo contro i nerazzurri dopo un primo tempo super, la sua Fiorentina ha superato un altro esame di maturità a Udine, le convinzioni sulla bontà della strada intrapresa aumentano. PIU' 8.
Lo dicono in parte i numeri, che pur a fronte dei 9 gol fatti e dei 9 subiti raccontano della 4° miglior partenza degli ultimi 20 anni, dietro ai 15 punti del primo Sousa alla 6° giornata, e ai 13 punti collezionati da Prandelli sia al primo anno a Firenze, sia nel 2009/2010, quando la sua Fiorentina volava anche in Champions prima di essere eliminata dal Bayern e di crollare nella parte finale del primo ciclo di Cesare.
Tanto per farsi un'idea, nel primo triennio Montella la Viola non era mai partita così bene. Dodici punti attuali contro i 7 di un anno fa e gli 8 del 2019/2020, ma non solo: contro le stesse avversarie (Roma, Atalanta, Genoa e Udinese fuori, Torino e Inter in casa) la Fiorentina lo scorso anno aveva raccolto solo 4 punti (vittoria con i granata e pari a Marassi). Un +8 che la dice lunga.
LE UNGHIE. Ma che probabilmente non racconta proprio tutto. Perché al di là dei risultati, ci sono le prestazioni a portare la Fiorentina tra le sorprese di questo primo scorcio di campionato. Un calcio propositivo che ha stupito tutti, una capacità dell'allenatore di trasmettere le proprie idee di calcio (in due mesi e mezzo di lavoro) che pochissimi si aspettavano.
Ma non solo, perché dopo la cocente sconfitta contro l'Inter (particolarmente amara per la rimonta subita dopo un primo tempo superlativo) la Fiorentina ha mostrato le unghie a Udine. Vincendo una partita dal valore specifico altissimo.
'Sporcandosi' invece di giocare sul velluto. Non avendo paura di difendersi nel finale, quando Italiano ha fatto cambi conservativi per portare a casa i tre punti (e tenere la porta inviolata per la prima volta in campionato).
Serve anche questo. Eccome. ALTRA SFIDA DA ALTA CLASSIFICA. Qualcuno riserva questa capacità alle grandi squadre, che sanno vincere anche quando giocano male. La Fiorentina una grande non lo è ancora (e non lo può ancora essere, ovviamente), ma lo step fatto a Udine può rivelarsi importante.
Perché i risultati danno autostima e, ad esempio, porteranno i viola a giocare domenica prossima al Franchi un altro match di altissima classifica con il Napoli. Gli azzurri avranno l'Europa League di mezzo, la Fiorentina una settimana di preparazione dopo l'inciampo contro l'Inter nel precedente match clou.
A Firenze da anni non si vivevano partite così: anche solo la marcia d'avvicinamento elettrizza la piazza. Ed è giusto così. VOGLIA DI SOGNARE. Bisogna rimanere con i piedi per terra, concedere errori ad una squadra giovane e assemblata da poco.
Questo Napoli ha vinto 6 partite su 6 strapazzando tutti, e l'anno scorso ha rifilato 8 gol tra andata e ritorno a diversi giocatori che si troverà di fronte domenica al Franchi. Ma è giusto anche godersi il momento. E sognare un po'.
Perché per ora la Fiorentina è 4° insieme alla Roma di Mourinho, l'unica che l'ha battuta insieme all'Inter campione d'Italia. Per la forza di un gruppo rinato con la cura Italiano. Duncan, Saponara, Callejon e gli altri sono gli spot di come l'allenatore sia entrato nella testa dei suoi giocatori.
Chi entra dalla panchina, poi, dà quasi sempre un'impronta alla partita, vedi anche Amrabat a Udine. E con Terzic, subentrato in Friuli (altro bel segnale, la carica fornitagli da Vlahovic al momento dell'ingresso in campo), il tecnico ha utilizzato ora tutti i giocatori di movimento in rosa (senza minutaggio c'è solo Rosati).
Tutti sulla corda, tutti importanti per questa Fiorentina. SENSO DEL GRUPPO. Con un'ulteriore fotografia che certifica l'unione del gruppo viola: nonostante il lunedì libero dopo la settimana con tre partite, tecnico e diversi giocatori sono andati al Franchi per vedere dal vivo la Primavera.
Può sembrare una cosa banale, ma non lo è affatto. Italiano, Vlahovic, Gonzalez, Torreira e Quarta, la voglia di esserci e di partecipare a qualsiasi ambito di questa Fiorentina. Senso di appartenenza, identità. Quello che si chiedeva da tempo a questa squadra.
Un patto nato in estate, che ha portato Milenkovic a rinnovare e a tornare perno difensivo, Vlahovic a rifiutare ricche offerte per trascinare questa Fiorentina (in attesa della firma) e a restare da leader, tanti giocatori a rinascere nella nuova idea di gioco proposta da Italiano.
Ma anche giocatori a venire a Firenze da Real Madrid (Odriozola) e Arsenal (Torreira). Insomma, c'è un percorso che fa ben sperare e che è solo all'inizio. Firenze sogna e si gode il momento. Preparandosi ad un'altra sfida di alto livello con il Napoli di Spalletti.


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