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La Viola rompe un digiuno lungo un mese. Drago, le parate e la responsabilità sul gol

La Fiorentina batte il Verona a domicilio: l'ultimo successo era arrivato a Benevento. Ora momentaneamente a +8 sul Cagliari

Un mese dopo, tre punti pesanti come come macigni. La Fiorentina torna alla vittoria e lo fa ancora una volta in trasfetra. Stavolta sul campo del Verona del tecnico Juric (seguito così a lungo la scorsa stagione) e davanti agli occhi del presidente Commisso.

La sedicesima rete di Vlahovic e quella girata di Caceres nel secondo tempo stendono nel giro di venti minuti un Verona che specie nella prima frazione aveva messo i brividi a Dragowski e compagni. Il gol di Salcedo che accorcia le distanze e tanta paura nel finale.

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Così scrive La Repubblica. FINE AL DIGIUNO. Ma alla fine i viola vincono, mettono fine a un digiuno che durava dalla serata di Benevento e si riportano momentaneamente a otto punti di distanza dal Cagliari in terzultima posizione.

Esulta il presidente in tribuna al Bentegodi e con lui tutta la squadra, che tira anche un sospiro di sollievo non da poco. Eppure il primo tempo era stato tutt’altro che promettente per Iachini e la sua squadra. Bessa che con uno scavino per poco non segna, con grande salvataggio sulla linea di Biraghi.

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Poi il tiro a incrociare di Lasagna, sul quale Dragowski compie una autentica prodezza e salva con la sua mano. Ci si mette anche Lasagna, che di testa da calcio d’angolo impegna Venuti al salvataggio sulla linea in versione soldato in missione speciale con tanto di elmetto e trincea.

REAZIONE. Anche Lazovic impegna Dragowski con un tiro potente dalla distanza ma alla prima ripartenza i viola mettono i brividi a Silvestri con Ribery. Poi la svolta con la giocata di Venuti, il rigore conquistato da Bonaventura e trasformato da Vlahovic.

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Nella ripresa il Verona si sgonfia e la Fiorentina riesce a fare gioco in maniera più serena. Con Caceres che in girata di collo batte Silvestri: una rete liberatoria, almeno fino a venti minuti dal termine. Quando il neo entrato Salcedo, di testa, beffa Dragowski sul secondo palo da posizione ravvicinata col portiere della Fiorentina che ha responsabilitànel restare a guardare il cross che arriva sulla testa del calciatore del Verona.

La paura si trasforma nella gioia al triplice fischio.

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