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La candidatura di Lippi divide il mondo viola. Con lui Dt, idea Cannavaro in panchina

Il Corriere Fiorentino analizza la situazione legata a Marcello Lippi, accostato alla Fiorentina per il ruolo di Direttore Tecnico

Durerà ancora 24 ore il limbo in cui si ritrova la Fiorentina, stretta tra una salvezza da centrare e una stagione da programmare, poi con l’arrivo di Commisso potranno cominciare le grandi manovre. Niente è stato ancora deciso, molto dipenderà dai risultati sul campo e dalle scelte del presidente, ma tra le (tante) suggestioni riguardanti il futuro la più recente ha già diviso la città.

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Per la verità il nome di Marcello Lippi è già stato accostato ai viola in passato, una volta terminata l’esperienza in Cina, ma adesso l’ex c.t. azzurro sarebbe nuovamente in corsa per il ruolo di direttore tecnico. (...) La strada sembra praticabile, al netto delle reazioni dei tifosi.

Solo l’ipotesi ieri ha infatti scatenato il dibattito sui social e nelle radio private, spaccando la città tra chi nell’esperienza di Lippi vede vittorie frutto di elevate competenze tecniche e chi invece non è intenzionato a dimenticare il passato del tecnico a forti tinte bianconere.

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Eppure, nel solco di operazioni già riuscite come quella che vide arrivare a Firenze prima Trapattoni, poi Torricelli e infine Di Livio, l’idea di un direttore tecnico destinato a collaborare con l’attuale direttore sportivo Pradè (per il quale sono sempre più insistenti le voci di una conferma, ma con diverse mansioni) sarebbe all’ordine del giorno, insieme con tutte le altre opzioni che Commisso dovrà valutare.

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Di certo c’è che Lippi tornerebbe volentieri a operare nel calcio italiano, che il suo nome gode di ottima stima anche oltreoceano (dove qualche anno fa George Soros lo aveva scelto prima di desistere dall’acquisto della Roma per l’arrivo di Pallotta) e che il legame con la Nazionale rappresenterebbe un ulteriore punto di forza agli occhi di Commisso che non ha mai nascosto la sua passione azzurra.

D’altronde anche il profilo di Gattuso, al momento più raggiungibile di Sarri e favorito rispetto ai vari Juric, De Zerbi o Italiano, si sposerebbe con una direzione tecnica firmata Lippi visti i trascorsi in azzurro. Ma se da cosa nasce cosa l’ipotesi del tecnico viareggino in società porterebbe con sé un’altra suggestione, quella di affidare la panchina a Fabio Cannavaro.

Un’idea buttata sul tavolo della dirigenza viola dal figlio del c.t. campione del mondo, il procuratore Davide che ha già portato molti giocatori a Firenze a cominciare da Ribéry, e davanti alla quale Rocco Commisso non avrebbe chiuso la porta.

Anzi. Come Gattuso, Cannavaro è legato a Lippi dal ricordo indelebile del Mondiale 2006 e da un rapporto che non s’è mai interrotto. Non a caso, nella primavera di due anni fa, fu proprio l’ex mister della Juventus, lasciando la panchina della Nazionale cinese ma restando consulente tecnico, a indicare il Pallone d’oro 2006 come suo successore.

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