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Juventus, caso plusvalenze: due indagati non rispondono ai pm

Indagine non semplice nei conti del club bianconero: due degli indagati non hanno risposto alle domande

Saltano gli interrogatori, non rispondono alle domande dei pm i primi indagati dell’inchiesta che ha travolto la Juventus venerdì scorso facendo tremare il mondo del calcio alla notizia che i bilanci della società bianconera possano essere stati “drogati” da 282 milioni di plusvalenze fittizie in tre anni.

Ieri dovevano essere interrogati Emilio Re e Stefano Bertola ma entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Scrive la Repubblica. Re e Bertola, entrambi ex della società bianconera, hanno nominato l’avvocato Luigi Chiappero, che ha spiegato la scelta di non presentarsi ieri all’interrogatorio con la necessità di una “riflessione”.

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«Le questioni sul tappeto — ha detto — sono di carattere eminentemente tecnico. Se ci sono chiarimenti da dare, si daranno. Ma prima bisogna conoscere il contenuto delle contestazioni. E noi, al momento, non lo conosciamo ». Non saranno convocati per gli interrogatori neppure gli altri quattro dirigenti indagati, tra cui il presidente Andrea Agnelli, il suo braccio destro Pavel Nedved, e Fabio Paratici, da giugno direttore sportivo del Tottenham.

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L’inchiesta è destinata a passare a una fase diversa, di lavoro sulle carte sequestrate negli uffici, sulle copie dei telefoni e dei computer.

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