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Italiano (sala stampa): "Abbraccio finale un gesto liberatorio. Adesso dobbiamo risalire in campionato"

Il tecnico della Fiorentina analizza con soddisfazione la vittoria ai supplementari contro il Viktoria Plzen che vale l'approdo in semifinale di Conference League

Questo il pensiero di Vincenzo Italiano, al termine della maratona contro il Plzen, in sala stampa: "Il corner del gol nasce da un tiro di Quarta. L'idea è nata dal fatto che loro non riuscivano a superare la metà campo e ho deciso di mettere tre giocatori bloccati dietro e tutti avanti.

Dovevamo rischiare e forzare qualcosa, i rigori erano troppo rischiosi per noi. La scelta ha pagato: sono entrati tutti bene, Quarta, Sottil, Ikoné, Barak, Faraoni. Abbiamo vinto la partita ma potevamo farlo nei tempi regolamentari.

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Siamo comunque contentissimi di aver ottenuto la semifinale, la dedichiamo a Joe Barone, alla sua famiglia che era qui. Spero di aver regalato a loro e a Camilla (la moglie, ndr) un sorriso perché lo meritano". SEMIFINALE. "Il livello della Conference si è alzato ulteriormente.

Arrivano insieme a noi tre squadre forti ma all'avversario ci pensermo dopo, godiamoci questa semifinale". ABBRACCIO FINALE. "Giocare ogni tre giorni è dura. Oggi abbiamo perso Bonaventura per la partita, Belotti era in dubbio e ha stretto i denti, Arthur al 60' dovevamo toglierlo.

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Avevo il timore dei supplementari e così è stato. L'abbraccio è stato un gesto liberatorio, per far capire cosa abbiamo fatto, noi, staff, calciatori, magazzinieri, tutti insieme". STAGIONE. "Non stiamo pensando solamente alle coppe, lo ribadisco.

L'entusiasmo deve rimanere alto, la fiducia anche. Da domani si prepara Salerno perché vogliamo risalire in classifica. Siamo felice di arrivare a maggio ancora dentro questa competizione". BELOTTI. "L'ho chiamato in camera, ieri si è fermato in allenamento ma mi ha dato la disponibilità.

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Lo ringrazio davvero, con giocatori con questa mentalità la squadra ne trae grande vantaggio". TANTE PARTITE. "Posso dire che certe volte sono obbligato a cambiare formazione. Mi 'accusano' di non aver avuto in tre anni una formazione ideale.

Era impensabile non schierare oggi Bonaventura, era l'uomo che doveva stapparci la gara. Le partite sono tantissime, il problema è recuperare le energie. La soddisfazione è che ancora le partite sono decisive, come i primi due anni.

Non sono tante le squadre che lavorano fino a questo periodo dell'anno". SFORTUNA. "All'andata avevamo deciso di non complicarci il ritorno. Oggi siamo riusciti a fare quello che volevamo. Subire gol contro di loro sarebbe stata dura e volevamo anche risparmiare qualcuno per oggi.

L'assalto al Plzen doveva essere oggi e così è stato. Vedremo la semifinale come la studieremo perché l'andata la giocheremo in casa". BONAVENTURA. "Aveva già una caviglia dolente, pensava a qualcosa di leggero. Giocando tanto con il Genoa si è gonfiata e non lo abbiamo rischiato perché abbiamo tante partite.

Il giallo a Gonzalez? Non l'ho capito, non ho nemmeno chiesto spiegazioni, era più importante festeggiare il gol".

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