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Italiano: "Riproporre i concetti in campo è già un successo. Catene ok, Kokorin è una prima punta"

Le dichiarazioni dell'allenatore viola dopo la prima amichevole stagionale

L'allenatore della Fiorentina, Vincenzo Italiano ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria per 7-1 contro l'Ostermünchen: BILANCIO DOPO IL PRIMO TEST. "I ragazzi si sono applicati nel cercare di fare quello che abbiamo provato questa settimana.

In questo momento le gambe sono piene zeppe di lavoro e anche la testa è piena di concetti. Andare in campo a cercare di riproporli è già un successo. Abbiamo fatto grandi cose. Abbiamo la possibilità di fare molto meglio, ma è la prima apparizione che i ragazzi cercano di fare ciò che abbiamo provato contro un avversario e dobbiamo anche ringraziarli per aver fatto un'amichevole modesta, con poca opposizione.

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In questo momento ci tengo tanto a non perdere calciatori. Sono contentissimo: vedere 24 ragazzi cercare tutto quello che si è provato è già un grande successo. Ci sono tante situazioni in cui se fossimo stati più brillanti avremmo fatto più gol".".

ESTERNI. "Da quando siamo arrivati qui lavoriamo tutti allo stesso modo, le catene sanno quello che devono fare. Stiamo parlando di giocatori che hanno lavorato spesso con questo sistema di gioco: sanno quando attaccare, quando sovrapporsi internamente e esternamente.

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Oggi ho chiesto soprattutto di lavorare di insieme, perché chiunque prende palla con queste squadre può  far gol: ma è meglio segnare come abbiamo fatto noi, con azioni corali e ci tengo tanto a non regalare la palla agli avversari: sono stati tutti gol di buona fattura.

Le catene hanno lavorato bene anche nel secondo tempo perché siamo arrivati spesso negli ultimi 16 metri". DIFESA. "La difesa oggi è stata chiamata in causa praticamente mai, a parte il fastidio del gol subito, ma vedo che durante gli allenamenti i ragazzi hanno capito bene che la linea sarà a quattro e i movimenti devono essere quelli.

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Quanto sento dire che c'è qualche giocatore che non riesce o non ha quelle caratteristiche, penso che nel calcio moderno uno deve saper giocare con più sistemi: è una questione di lettura delle situazioni e di correre forte in laterale e in avanti.

La disponibilità la chiederò e i ragazzi stanno rispondendo bene". CALCIO DI ITALIANO. "Spesso mi è capitato di parlare con i miei giocatori e forse il fatto che pretendo sempre il massimo dai miei giocatori, che  li voglio esigenti in tutte le situazioni.

Forse qualcuno è abituato a staccare la spina. Forse è la richiesta di dare il massimo sempre, forse è questo che mi rende diverso, poi ognuno propone i propri movimenti, i propri sviluppi. E' chiaro che se uno è abituato in maniera diversa può andare un po' in confusione.

Ma ciò che chiedo non sono cose fuori dal mondo". VLAHOVIC. "Giocare con un compagno accanto o fare il terminale offensivo da solo è diverso per lui: deve dare una mano nella costruzione ma essere anche punto di riferimento. Oggi ha sbagliato tanti gol, ma spero che tutto ciò non avvenga in futuro.

Ma se tutti avessero il suo spirito si può fare davvero tanta strada". KOKORIN. "In questo momento lavoriamo con le coppie e la coppia centrale è Vlahovic-Kokorin: quello che viene spiegato all'uno, viene detto all'altro. Per me Kokorin è una prima punta, ha qualità e dimestichezza poi pian piano dovrà crescere: deve attaccare bene la porta, deve attaccare la profondità e saper riempire l'area di rigore.

Ma gli attaccanti devono fare gli attaccanti, cioè finalizzare quello che si crea". CALCIO SEMPLICE E L'INFLUENZA OLANDESE. "Cruijff disse una frase fantastica, non bisogna intestardirsi, a volte le cose facili si fanno diventare complicate.

Più semplici si diventa e meno si sbaglia. Io ho visto molte partite della grande Olanda e dei vari allenatori che prediligono questo palleggio e la riaggressione immediata. Per un ex centrocampista credo che questo sia il calcio più vantaggioso.

Più si esaltano le caratteristiche dei giocatori e più possono rendere. Penso a Barcellona, Napoli, City che fanno questo tipo di calcio, negli anni ho visto che arrivare al gol con un calcio creato mi rende felice. Noi abbiamo la possibilità di far bene, veniamo da un calcio diverso, dovrò cercare di avere pazienza.

Chiaro che mi piacerebbe avere una squadra con i miei principi già appresi domani, io sto provando a farmi capire". SAPONARA E BENASSI. "Saponara è intelligentissimo da questo punto di vista, mi ha conosciuto per 6 mesi e abbiamo lavorato insieme: sa per filo e per segno cosa chiedo, nel secondo tempo da fermo ha cercato di fare tutto quello che chiedo.

Ha un grande vantaggio rispetto agli altri e l'ha fatto vedere. Ha grandi qualità, spesso ha avuto acciacchi fisici, ma se sta bene può essere un calciatore molto utile alla causa. Lui stesso mi ha chiesto di giocare in quel ruolo, fu la sua risposta quando glielo chiesi.

Penso che questo sia il suo ruolo e può far bene. Benassi invece è un giocatore che sa attaccare lo spazio e riempie bene l'area: se riesci ad avere in pugno le gare, con i suoi inserimenti può far male in determinate situazioni.

Lo vedo contento e applicato. Sta lavorando da mezzala destra in coppia con Bonaventura e anche lui sa quello che deve fare. Entrambi si sono mossi nella stessa maniera e questo è un grande orgoglio per me".

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