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Italiano: "Ottava sorella? E' presto. Ottimo inizio. Serve crescere nella gestione delle gare"

Altre tematiche trattate dal tecnico viola Italiano: "Fiorentina ottava sorella? E' presto. Ottimo inizio. Serve crescere nella gestione delle gare"

Parla ancora così il tecnico della Fiorentina Vincenzo Italiano al Corriere Dello Sport: Fiorentina già diventata ottava sorella? “Ma no, è presto. La Serie A è complicata. È una stagione di trasformazioni. Nuove panchine, nuove realtà.

Ci vogliono dodici-quindici partite per capirci qualcosa. Noi intanto ci godiamo la posizione bellissima, l’inizio confortante, i margini di miglioramento enormi che possediamo e il fatto di essere lì in alto”. Percorso? “Ho trovato un ambiente deciso a migliorare.

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Esattamente come io ho voglia di migliorarmi stagione dopo stagione. Ci siamo sentiti in sintonia, da questo punto di vista. Ho avvertito la disponibilità dei calciatori nei miei confronti, ingrediente indispensabile. Mi sembra che a poco a poco tutto questo si stia componendo in un quadro interessante.

Fermo restando che parliamo di una squadra giovane”. Crescere in che cosa? “Nella gestione della gara. Chiedo ai miei di credere maggiormente nelle proprie doti. Ci serve un salto in avanti mentale. Esempio: con Inter e Napoli ce la siamo giocata alla grande, siamo usciti tra gli applausi e con dentro la sensazione di non aver ottenuto ciò che avremmo meritato.

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E che se ci avessimo creduto di più sarebbe andata diversamente”. Calo nelleriprese? “Non credo si tratti di un problema fisico. Tutti cominciano le partite con l’intenzione di indirizzarle, tenendo ritmi alti e aggredendo. Ma se poi non sei abbastanza concreto ti metti in difficoltà da solo.

Prendere troppi gol nei secondi tempi dipende essenzialmente da due fattori: il caso e la qualità dell’avversario”. Classifica? “Sono d’accordo con il presidente Commisso: stazionare sul lato sinistro della graduatoria è già interessante.

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Se poi continuiamo con questo spirito nulla è impossibile. C’era entusiasmo nel tifo sin dal ritiro di Moena. Ho avvertito la voglia di tornare allo stadio, colgo l’orgoglio dei giocatori quando escono sotto gli applausi anche se abbiamo perso.

Non bisogna mai dimenticare che l’obiettivo principale di questo lavoro è rendere felici i tifosi”.

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