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Italiano non si distrae e punta il Genoa. La perfezione è il suo chiodo fisso

Viola attesi dalla insidiosa trasferta di Marassi: squadra in campo alle ore 15 a caccia di un altro risultato positivo

Vincenzo Italiano non si distrae con niente. Non pensa alle due vittorie consecutive e nemmeno ad un Vlahovic capace di fare la differenza sempre. Sì, l’inizio di stagione è stato positivo, spiega, eppure il suo unico “chiodo fisso” resta quello della ricerca della perfezione.

«Dobbiamo credere in modo ossessivo a quello che facciamo durante la settimana, possiamo fare molto di più sotto il profilo tecnico e di personalità». Lo scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Lo ripete pure poco dopo, con convinzione: «La cosa che conta è avere l’ossessione di andare in campo e riportare il lavoro di preparazione alla gara: siamo un gruppo giovane, con margini di miglioramento enormi.

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Vogliamo dare continuità a questi risultati, ma serve una grande prestazione: il Genoa sarà un banco di prova importante». E poi c’è sempre lui, Vlahovic. L'attaccante serbo che ha già segnato 30 gol in carriera in campionato e che rincorre gli altri due diabolici classe 2000, Haaland (45 reti) e Jadon Sancho (38).

«Sono felice di avere calciatori che vanno forte sempre. Dusan è in una fase incredibile di crescita. Sta dimostrando una spiccata personalità e tiene tantissimo a questa maglia, basta vedere quando rincorre gli avversari o esulta.

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Deve continuare su questa strada, è così che si diventa grandi». Per altro, a Vlahovic è stata dedicata la parodia della canzone di Rocco Hunt e Ana Mena: è opera di Dusty ed in poche ore è diventata già un tormentone.

PRAGMATISMO ITALIANO

Guai a parlare di Fiorentina come rivelazione. Per questo serve ancora tempo. «Tre giornate sono pochissime - continua l’allenatore -. Quando è uscito il calendario ero abbastanza timoroso. Abbiamo fatto sei punti, siamo contenti, ma il nostro obiettivo rimane l’essere un gruppo con un’identità riconoscibile, al di là delle rotazioni che ci saranno, specie con le tre partite».

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ATTENZIONE E PASSIONE

L’attenzione, ormai da diversi giorni, è tutta per il Genoa: «È un avversario forte, con calciatori di temperamento. Ha messo in difficoltà il Napoli, ha vinto in rimonta a Cagliari e nel suo stadio il pubblico sa spingere fortissimo.

Dovremo stare attenti». È (anche) su questo che ha lavorato con la squadra, rigenerata dalla filosofia del nuovo allenatore: «Quale il mio segreto? Qui non c’è nessun mago. L’alchimia è figlia di passione, amore, attaccamento alla maglia che ti fa fare qualcosa in più per mettere in difficoltà il rivale di turno.

Il nostro spogliatoio è questo.

Anche il mio rapporto con i giocatori è schietto e sincero

Se si è permalosi, orgogliosi o non si accettano le critiche con me è difficile. Se si pensa come un tutt’uno, invece, si può ridere e condividere qualsiasi cosa». È proprio lui a scherzare in diretta social quando, invece delle domande dei tifosi, si trova a rispondere a quelle dei suoi giocatori, compreso Terracciano… interessato ad un eventuale impiego: «Dopo questa mi sa che non lo convoco nemmeno (ride, ndr)».

Chiusura sulle polemiche innescate da Gasperini e dai dirigenti dell’Atalanta: «C’era il rigore per loro, c’erano quelli a nostro favore come c’era il fuorigioco di Zapata. Tutto corretto e chiaro».

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