Italia, serata Mondiale: vincere e segnare per non passare dagli spareggi
L'analisi della Gazzetta dello Sport: vigilia poco manciniana, servono gol ma si partirà con un attacco 'leggero'. La probabile formazione
«Non devi andare là fuori solo per battere l’avversario. Devi impressionarlo a tal punto che non vorrà mai più rivederti», diceva George Best, nume di Belfast, dove l'Italia stasera farà visita all'Irlanda del Nord. Ecco, con questo spirito l’Italia dovrà scendere in campo stasera al Windsor Park, assolutamente determinata a dare il massimo e anche qualcosa di più, se serve.
Si comincia a vincere con l’approccio iniziale, che venerdì a Roma è stato imperfetto, come in altre partite del post-Europeo. Ieri, forse per la prima volta, Leonardo Bonucci, il capitano, lo ha ammesso: «Abbiamo perso per strada un po’ di spensieratezza e quello spirito di gruppo che all’Europeo ci spingeva a dare tutto per aiutare il compagno.
Quello spirito dobbiamo assolutamente ritrovarlo contro l’Irlanda del Nord». Nella notte più importante dell’anno: o voliamo subito in Qatar o ci consegniamo all’imprevedibilità dei playoff di marzo, con i rischi che sappiamo e i traumi svedesi rimasti sotto pelle.
Così scrive La Gazzetta dello Sport. VIGILIA. E’ stata una vigilia strana, poco manciniana. E’ come se il c.t. azzurro fosse stato rimontato, in parte, dalla tradizione del nostro calcio che ha felicemente ribaltato. Oltre ad averci insegnato ad attaccare sempre, a tenere palla più degli altri, a difenderci correndo in avanti, Mancini ha dimostrato che gli italiani possono arrivare alla gloria anche senza un Piave alle spalle, anche senza la spinta delle critiche, delle polemiche e della disperazione.
Come successo spesso nella nostra storia, vedi il 1982 e il 2006. Il Mancio si è guadagnato l’accesso all’Europeo serenamente, con 10 vittorie su 10, e poi l’ha dominato altrettanto serenamente, con il bel gioco e l’allegria.
Non sembravamo neanche italiani. Ora sì: abbiamo di nuovo le spalle al muro, come tante volte in passato, quando poi ci siamo scoperti eroi. Vincere, segnare oppure preoccuparci. Ieri, per due volte, in conferenza stampa, Mancini ha ripetuto: «E’ l’ultima partita».
Ha avvertito la pressione della necessità, come mai nel suo triennio azzurro. GIOCO. Non sarà diverso invece il modo in cui inseguiremo stasera la certezza del Mondiale. Lo faremo con il gioco, che resta la nostra forza, il tesoro che ci ha fatto scoprire Mancinislacciando i vincoli della tradizione.
Tenere palla, giocarla in velocità, imporre la nostra tecnica ai nordirlandesi che vorranno trascinarci nella palude della corsa e della lotta. Il c.t. non ha svelato le scelte offensive, ma ragionando sulla necessità di evitare cross contro i giganti di casa e di attaccarli con palloni rasoterra e scatti secchi, ha lasciato intuire un tridente leggero, con un vero 9 magari a partita in corso (Scamacca).
Sappiamo che non sarà facile, perché in queste qualificazioni l’Irlanda del Nord è rimasta imbattuta in casa, senza subire un gol, e perché fermare i campioni d’Europa vale un’impresa, come ha spiegato ieri il c.t. nordirlandese, Ian Baraclough, senza nascondersi: «Sfidare i migliori è una cosa grandiosa che non capita tutti i giorni.
Vogliamo batterli, non abbiamo paura». Forse non ci siamo ancora abituati al nuovo status: tutti vogliono il nostro scalpo. GOL. Alla prima uscita dopo la finale di Wembley, la Bulgaria ci impose il pari a Firenze e poi tornò in patria sbandierando i primi punti strappati ai campioni d’Europa.
Auguriamoci che i bulgari impieghino lo stesso orgoglio stasera contro la Svizzera. Ma non pensiamoci. Giù la testa e facciamo il nostro. La difesa muscolare dell’Irlanda del Nord è tosta, ma questa Italia ha pur sempre segnato 102 gol in 45 partite, con una media realizzativa seconda solo all’Italia di Pozzo, nella storia azzurra.
Mancano gli uomini più esperti in campo internazionale, Chiellini e Verratti, che, in una notte da tempesta, avrebbero retto il timone con fermezza. Ma saranno preziosissime la fame orgogliosa di Berardi e la furia giovane di Tonali.
Ma dovrà essere anche la notte di Chiesa e Insigne. Chi si sente grande, lo dimostri nella città di George Best. FORMAZIONE. Difesa quasi obbligata con Emerson, Acerbi, Bonucci e Di Lorenzo davanti a Donnarumma. In mezzo il ct ha praticamente annunciato Tonali e la conferma di Barella:«Può giocare, e giocherà meglio rispetto a venerdì».
Dunque se Berardi non avrà sorprese dall’affaticamento muscolare che a ieri era dato per riassorbito e se Chiesa, come probabile, vincerà il ballottaggio con Bernardeschi, l’ultima scelta sarà quella che riguarderà il centravanti.
Più falso che vero. Spazio inizialmente quindi ad Insigne, più che a Scamacca. Che potrebbe essere utilizzato in corsa. Così come Raspadori e Belotti.



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