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Il 'solito' problema del gol e un aiuto che deve arrivare dal mercato. Sfida a Caicedo: è lui l'attaccante giusto?

Per la 6° volta in 15 partite la Fiorentina non ha segnato, stavolta senza neanche mai tirare in porta. Per l'Epifania c'è la Lazio. E quel Caicedo seguito da Pradè

Prandelli non vuol sentir parlare di "passo indietro", non sul piano della prestazione. Certo, tutti si aspettavano in realtà qualcosa in più contro il Bologna dopo il clamoroso exploit di Torino che aveva chiuso il 2020. Una mezza delusione, mettiamola così, soprattutto per lo 'zero' sotto la voce di tiri nello specchio.

Quel palo di carambola di Ribery in avvio (ottimo l'approccio), un paio di conclusioni di poco fuori, e Da Costa ha potuto vivere un pomeriggio tranquillo domenica al Franchi. Al contrario di Dragowski, chiamato ancora una volta agli straordinari.

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Ne è uscito così un punto, che dà continuità sul piano dei risultati (6 punti nelle ultime 4 gare) ma che rimanda l'appuntamento con la vittoria al Franchi (manca dal 25 ottobre). UN AIUTO DAL MERCATO. Insomma, dipende se si guarda il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Tra una difesa che sta ritrovando certezze (nella versione super abbottonata con cinque difensori puri in campo) e un attacco che continua a faticare parecchio. Sei volte senza segnare in quindici partite di campionato, più i 112 minuti in Coppa a Udine, raccontano piuttosto bene un problema ormai 'cronico' per la Fiorentina.

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Difficile, anzi impossibile, del resto vincere senza segnare. Ecco perché un aiuto concreto dovrà arrivare dal mercato. Non solo numericamente, vista l'imminente partenza di Cutrone (che arrivò lo scorso anno di questi tempi, proprio per sopperire al 'mal di gol'), ma anche qualitativamente.

NON METTERE IN OMBRA DUSAN. Anche se l'indicazione maestra è di non prendere un giocatore che possa mettere in ombra Vlahovic. Ma di inserire una spalla, un giocatore già pronto che possa giocare insieme o al posto di Dusan in certe occasioni, ma che non parta davanti al serbo nelle gerarchie.

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Sul concetto è stato chiaro Pradè nei giorni scorsi: "Dobbiamo prendere delle decisioni e le prenderemo insieme all’allenatore. Ne abbiamo già prese alcune forti e non possiamo cambiarle nel corso della stagione. Abbiamo deciso di puntare su un centravanti giovane, che è Vlahovic, che ci sta dando risposte importanti.

Oggi come oggi un Milik o un Piatek non sarebbe giusto andare a prenderli. Sono grandi calciatori che sicuramente ci farebbero comodo, ma essendo prime punte andrebbero a ostacolare la sua crescita". NON SOLO UN CENTRAVANTI. Messa così, si capisce quanto sia difficile andare a trovare, e prendere, un giocatore che possa garantire gol pesanti ma non metta in ombra Vlahovic.

Già, parecchio complicato. Anche se davanti potrebbe non cambiare solo il centravanti 'di riserva', visto che Kouame ha discreto mercato (tra Verona, Torino e le piste inglesi potrebbe portare anche un'offerta importante al club viola) e Callejon resta un 'equivoco tattico' di difficile soluzione.

Con Prandelli che vuole continuare sul 3-5-2, lo spagnolo ha poco margine di inserimento. E a sorpresa si potrebbero aprire anche le porte di una riflessione a pochi mesi dal suo arrivo in viola. Ecco che quindi la Fiorentina potrebbe prendere anche una seconda punta, ma anche in questo caso con un paio di incognite.

La prima: non dovrà essere un esterno 'puro'. Un El Shaarawy, insomma, dovrebbe accentrare il suo raggio d'azione. E in generale chi dovesse arrivare partirebbe alle spalle di Ribery nelle gerarchie. Almeno inizialmente, difficile rinunciare a Franck.

Anche se gli impegni sono tanti. In ogni caso, un giocatore di qualità nell'ultima parte di campo servirebbe eccome. Perché quando non gira il francese (e in realtà anche quando gira), è dura far arrivare palloni buoni al Vlahovic di turno.

CAICEDO. Insomma, con il lavoro di Pradè che per ora è principalmente concentrato sul fronte uscite (Saponara verso lo Spezia, c'è da sfoltire e da piazzare Eysseric, Montiel, forse anche Duncan e Pulgar, oltre al già citato Cutrone), non sarà semplice nel già complicato mercato di gennaio, dove di soldi ce ne sono meno del solito, andare ad inserire giocatori di un certo tipo.

Specie con una Fiorentina in lotta per la medio-bassa classifica. Tant'è, davanti tra i profili di Scamacca (operazione complicata), Pavoletti, Nsame, Pellè e Inglese, il favorito sembra essere Caicedo. E, forse, l'ecuadoriano è per caratteristiche l'identikit ideale cercato dalla Fiorentina.

Un giocatore già pronto che vuole giocare di più, sì, ma che ha dimostrato di poter essere importante anche partendo dalla panchina. E giocando in coppia con un'altra punta pura. SFIDA ALLA LAZIO. Anche se le difficoltà anche qui non mancano.

Sia per le richieste contrattuali del giocatore (che ha 32 anni e ancora un anno e mezzo di accordo con la Lazio), sia per la volontà di Inzaghi di tenersi un attaccante 'di riserva' che in questi anni ha portato punti pesanti dalla panchina e non solo.

Per una Viola alla ricerca di continuità sul campo, il calendario metterà di fronte mercoledì proprio la sfida dell'Olimpico contro la Lazio. Contro quel Caicedo che magari potrebbe vestire la maglia con scritta 'Mediacom' nelle prossime settimane.

Il tecnico biancoceleste ha riproposto titolare la punta domenica a Marassi contro il Genoa, e potrebbe dargli fiducia anche contro la Fiorentina. E si sa, campo e mercato spesso si intrecciano: si potrebbe concretamente parlarne a margine della sfida.

PARTITA DELICATA. Anche se sarà una partita delicata per entrambe. La Fiorentina per uscire dalla zona 'calda', con il Torino che ha ripreso quota e, con Spezia e Genoa,'tallona' i viola a 4 puntidi distanza; la Lazio per tornare a vincere, dopo un inizio di campionato avaro di soddisfazioni rispetto alla scintillante scorsa stagione.

Anche l'ultima gara a Genova, ad esempio, ha lasciato diversi malumori nella Roma di sponda laziale, che si ritrova con 22 punti in 15 gare lontana 8 punti dalla zona Champions. Lo scorso anno la squadra di Inzaghi vinse entrambi gli incontri, con discrete polemiche aggiunte.

L'ultima volta segnò Ribery, all'Olimpico, per quello che resta il suo ultimo gol in maglia viola (era il 27 giugno). TOUR DE FORCE. Stavolta per la Fiorentina fare punti sarebbe fondamentale. Perché domenica prossima al Franchi arriverà il Cagliari, per un altro scontro diretto in coda.

Prima di ospitare l'Inter in Coppamercoledì 13 e di andare a Napolidomenica 17. Un tour de force appena all'inizio, con in mezzo il mercato e diversi giocatori potenzialmente "scontenti", come sottolineato da Pradè e Prandelli.

La tenuta del gruppo si vedrà ancor di più in queste gare ravvicinate. Ma un aiuto a Cesare dovrà arrivare anche dal mercato appena partito. Magari da giovedì con Caicedo. Un attaccante che, nel frattempo, Pezzella e compagni affronteranno da avversario.

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