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Il riscatto di Castrovilli: dall'insoddisfazione di Italiano al ritorno al gol

Come scrive il Corriere Fiorentino, alcuni atteggiamenti non erano piaciuti al tecnico viola. Ieri però il 10 gigliato è stato determinato e decisivo per il pari a Verona

Il Piccolo Principe si è ripreso lo scettro. Non era un bel periodo, per Castrovilli.

Perso tra infortuni, tormenti e tanta, tanta panchina. Colpa (appunto) di una condizione sempre precaria ma anche, o forse soprattutto, di un atteggiamento che non ha mai convinto fino in fondo Vincenzo Italiano. Così scrive il Corriere Fiorentino.

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ATTEGGIAMENTO. Dopo aver usato il bastone (nel segreto dello spogliatoio) l’allenatore aveva capito che in questo momento, Castro aveva bisogno di qualche carezza. Del resto da tempo circolavano voci sull’insoddisfazione del mister che, dopo la trasferta di Empoli, si era fatta ancora più marcata.

E non è un caso se da quel giorno Castrovilli non aveva più messo piede in campo. Certo, c’è stato anche il «sovraccarico muscolare» emerso alla vigilia della partita con la Samp, ma si fatica a credere che per un infortunio così leggero si debba star fuori per tre gare.

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RINASCITA (E LE PAROLE DI DUSAN). Ieri, però, la rinascita. Con un ingresso in campo esattamente opposto a quello (quasi irritante) del Castellani. Un paio di strappi dei suoi, una determinazione che non si vedeva da un pezzo e l’azione del gol, da questo punto di vista, ne è stata la miglior dimostrazione.

Un colpo di testa in tuffo perfetto,

con la cattiveria che tante volte gli aveva chiesto Italiano. Magari anche Vlahovic, poco prima dell’inizio della ripresa, ha contribuito alla rinascita. Dusan lo ha cercato, l’ha stretto a sé, e gli ha detto qualcosa nell’orecchio prima di spingerlo in campo.
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Un atteggiamento da leader, al quale Gaetano ha prontamente risposto.

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