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Il primo pari e la voglia di vincere sempre. La Fiorentina crea, sbaglia e rimonta

Due gol per il primo pareggio della stagione. Dalla panchina la spinta per provare a vincere la sfida contro il Sassuolo. Ma l'Europa resta lì

A giudicare dalle reazioni della panchina il primo pareggio stagionale della Fiorentina ha avuto più il sapore della sconfitta, ma il 2-2 con il Sassuolo è frutto di una rimonta che i viola avrebbero potuto anche completare se l’espulsione di Biraghi, a metà ripresa, non avesse cambiato gli equilibri.
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Così scrive il Corriere Fiorentino. SPETTACOLO. Fiorentina e Sassuolo tengono fede alle aspettative della vigilia regalando una partita spettacolare, aperta e giocata tecnicamente bene da una parte dell’altra. Arrembante e incontenibile la squadra di Italiano, soprattutto dopo aver incassato il secondo gol, cinica e fredda sotto porta quella di Dionisi.

RIPRESA. Tra le note positive resta la reazione di un gruppo che fino a qualche tempo non riusciva a raddrizzare le sfide in cui subiva gol, seppure la scarsa precisione al tiro avesse fatto infuriare Italiano in più di una circostanza.

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In effetti, soprattutto nel primo tempo, va in scena il festival dell’occasione sprecata, un parallelo con quanto avvenuto di recente a Empoli. Ma dopo i tentativi di Vlahovic in avvio, gli errori di Quarta e Gonzalez, e le parate determinanti di Consigli su Callejon, Milenkovic e Torreira, dopo l’intervallo i viola tornano in campo con ancora più intensità, anche perché Duncan e Saponara al posto di Maleh e Callejon garantiscono ben altra spinta.

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PROTESTE. Il gol di Vlahovic su assist di Torreira, che poi firmerà anche il pareggio dopo svariati rimpalli in area di rigore, è solo la conseguenza di un predominio territoriale che il Sassuolo non riesce a interrompere. L'espulsione di Biraghi e il tocco di Chiriches su Gonzalez in area nel finale hanno scatenato le proteste della panchina.

Un’altra testimonianza di come la paura sia sparita in ogni singolo per via di una mentalità che in casa viola è totalmente cambiata. Tanto che persino il primo pareggio dopo 18 giornate, e 10 vittorie, suona ora come un’occasione persa.

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