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Il metodo Italiano: gruppo solido, intensità e devozione. Niente sconti per chi sgarra

Su La Nazione si parla dello stile del tecnico dello Spezia, seguito a lungo in questi giorni dalla Fiorentina. Tanti giocatori hanno cambiato ruolo per lui

Intensità altissima, mentalità aggressiva, giocatori disposti a rinunciare a una parte di se stessi in nome del gruppo e un rispetto totale – al limite della devozione – per l’applicazione dei meccanismi studiati in allenamento.

Così La Nazione scrive del metodo Italiano. NESSUNO SCONTO. A Trapani e Spezia è nato uno stile, la scommessa e nello stesso tempo la grande sfida è quella di riuscire a replicarlo con giocatori più esperti e in un contesto più esigente e complicato, se non altro a livello di aspettative.

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Perché finora Italiano è riuscito a plasmare giocatori relativamente affermati e pronti a tutto pur di seguirlo: nessuno sconto per chi non è al massimo e non è un caso che nell’ultima stagione ci siano stati alcuni momenti di tensione proprio con i due giocatori più rappresentativi, Nzola e Farias.

CAMBIO DI RUOLO. Senso di sacrificio e fiducia totale nel tecnico, al punto di accogliere anche le sue richieste di cambiare o aggiustare il ruolo: è successo a Bastoni (da mezz’ala a esterno sinistro basso), Vignali (altra mezz’ala retrocessa a esterno basso), Sena (da regista a mezz’ala), Gyasi (esterno d’attacco a sinistra e a destra), Saponara (da trequartista provato con sorprendenti risultati come ala sinistra), Agudelo (da trequartista a falso nueve).

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Fra i casi più clamorosi, anche quello di Nzola: dopo un periodo in periferia, Italiano lo ha riammesso fra i titolari. Ma non da centravanti: ala destra.

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