Il lungo addio del capitano. La fascia di Davide, l'attaccamento a Firenze e l'ultima stagione da dimenticare
"Io sono qui, sono il capitano. Decide la società", aveva detto Pezzella pochi giorni fa. Oggi la svolta. L'eredità di Astori, la reazione post-Pioli e gli errori. Si chiude un ciclo
Si può tranquillamente dire che con l'addio di German Pezzella si chiude un ciclo in casa Fiorentina. Non tanto a livello tecnico, perché l'argentino lascia Firenze dopo una stagione parecchio complicata sul campo. Ma soprattutto a livello morale e di spogliatoio.
Pezzella ha rappresentato l'eredità lasciata da Astori, per i valori all'interno del gruppo e all'interno del rettangolo di gioco. I problemi fisici e una condizione generale di difficoltà non hanno aiutato il Nazionale argentino nell'ultima annata complicata, con il capitano che non è riuscito a trascinare i compagni fuori dalle sabbie mobili fino alle ultime giornate di campionato.
UN LUNGO ADDIO. Ma la partenza di Pezzella non può lasciare indifferenti. Un lungo addio, visto che il contratto in scadenza 2022 aveva aperto la possibilità di cessione già un anno fa. Le sirene spagnole, ma anche italiane con Roma e Napoli che avevano preso informazioni e il Milan di Pioli che si era presentato all'ultimo giorno dello scorso mercato estivo con un'offerta di prestito, come rivelato da Pradè.
"Se fossero arrivate delle offerte congrue, anche loro sarebbero partiti come Chiesa. Proveremo ora a rinnovare i loro contratti ma se non dovessimo riuscirci, li cederemo", aveva detto il ds a proposito del capitano e di Milenkovic.
E se per il serbo è arrivata un'apertura al rinnovo dopo che non si sono concretizzate le offerte di West Ham e Tottenham, per Pezzella è arrivata proprio la cessione. ULTIMA STAGIONE DIFFICILE. "Il direttore è stato chiaro su quello che è successo, ma io non ho mai chiesto una via d'uscita.
E chi mette in dubbio il mio impegno per la mia assenza in queste partite, non mi conosce neanche un po', e non si è informato sull'infortunio che ho subito", si sfogò sui social Pezzella alla fine di quel mercato estivo 2020.
Già, quel pesante infortunio al piede nel pre-campionato, alla vigilia dell'inizio della stagione, che ha compromesso la preparazione e l'inizio della passata annata. Poi il ritorno in campo, gli errori – anche pesanti – che sono costati punti, le fragilità della squadra, il doppio cambio di allenatore con anche quel 'rifiuto' del gruppo nel passaggio alla difesa a 4 proposto a suo tempo da Prandelli.
EREDITA' DI DAVIDE. Pezzella chiude la sua esperienza in viola dopo 4 stagioni, con 138 presenze e 7 gol. Era arrivato proprio dal Betis ad agosto 2017 per circa 10 milioni tra prestito e riscatto. Le prime annate ottime, l'eredità della fascia di Astori insieme a Badelj, poi qualcosa che si rompe dopo le dimissioni di Pioli ad aprile 2019.
La ripartenza non facile con Montella, poi il ritorno da protagonista nel finale post lockdown del 2020 con Iachini, importante verso la salvezza. Come detto, poi, tante difficoltà nell'ultima stagione. Nel mezzo, le emozioni con la fascia di Davide al braccio, la volontà di stringere i denti anche in occasioni di infortuni importanti (come la doppia frattura allo zigomo) e il legame indissolubile con Firenze e i fiorentini.
Anche i tanti attestati social di questi minuti lo confermano. Al di là, appunto, di un rendimento che nell'ultimo anno è stato al di sotto della sufficienza. 'SCELTE DELLA SOCIETA''. "Restare? Sì io sono qui, sono il capitano.
Se ne parla troppo, sono abituato perché negli ultimi anni è stato sempre così. Ma sono scelte che fa la società. Dipende da loro”, aveva detto Pezzella pochi giorni fa, dopo aver giocato da titolare la prima partita ufficiale in Coppa Italia.
Insomma, fosse stato per lui, probabilmente sarebbe rimasto per il legame con la maglia. Anche se il richiamo del Betis per l'argentino è sempre stato molto forte. E così German torna in Spagna, lasciando a pochi giorni dall'inizio del campionato. La chiusura di un ciclo.



Lascia un commento