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Il Franchi non si tocca: nessuna apertura alle richieste di Commisso

Spazio alla querelle stadio che è tornata prepotentemente al centro dell'attenzione dopo la giornata di ieri

Sessanta giorni dopo la presentazione dei documenti della Fiorentina, il Mibact, il ministero dei Beni Culturali, ha risposto. Le curve, con le mitologiche scale elicoidali, non si toccano. E neanche la Torre di Maratona, la copertura della Tribuna e la forma ad anfiteatro.

Nelle nove pagine che portano la firma della Direttrice generale del ministero, l’architetto Federica Galloni, ci sono meno aperture di quante ne aspettasse il sindaco di Firenze, Dario Nardella. E nessuna rispetto alle richieste della proprietà americana.

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Il nodo sono le curve. Roma ha detto che non le farà abbattere, ma consentirà di costruirne altre, a ridosso del campo, come vuole l’Uefa. Lasciando un’intercapedine tra le due strutture. Secondo il ministero, che ha affidato la relazione tecnica al professor Francesco Romeo, della Sapienza, lo stadio deve mantenere visibile la facciata esterna delle curve.

Con le sue scale elicoidali definite «geniali per le soluzioni statiche». In teoria, all’interno potrebbero trasformarsi in ristoranti, teatri, negozi, lasciando intatto il guscio. La Fiorentina, come era prevedibile, ha detto no e chiuso ogni discorso.

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Lo scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

Eppure con la nuova legge sugli stadi, approvata a settembre, le premesse erano altre

Il testo stabiliva la «prevalenza» dell’aspetto economico-finanziario su quello architettonico. Un assist per aggirare i vincoli della Soprintendenza. La Fiorentina non ha presentato nessun allegato legato alla sostenibilità economica del progetto.

Fonti interne al club interpellate dal Corriere dello Sport, hanno spiegato questa scelta con un «motivo tecnico». Quella indirizzata al Mibact «doveva essere una domanda precisa», per capire quali fossero i confini in cui muoversi.

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L’unico studio, realizzato da Deloitte, non è stato inviato. Nella risposta, il ministero ha evidenziato questa mancanza di documentazione. Sarebbe cambiato qualcosa? Dire, per esempio, che il mantenimento delle vecchie curve avrebbe gravato sul costo dei lavori, sarebbe stato un «paletto» economico messo per costringere il ministero a scegliere tra rispettare i principi fissati nella nuova legge o farne platealmente una battaglia personale?

Chiarire che la capienza dello stadio non poteva essere ridotta, avrebbe costretto il ministero a non alzare il muro, come se la nuova legge non fosse mai esistita?

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