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Iachini opta per la via della continuità. L'eredità di Prandelli si vede nelle scelte a Genova

Alla sua prima dopo il reintegro sulla panchina della Fiorentina, Beppe sceglie di non fare tabula rasa e conferma diverse idee viste con Cesare

Tutto è cambiato, niente è cambiato. Verrebbe da dire questo guardando alla formazione della Fiorentina (ma in realtà anche ai primi cambi) che Beppe Iachini ha schierato contro il Genoa. Un formazione molto simile a ciò che si era visto nelle ultime settimane con Cesare Prandelli in panchina.

Certo, gli uomini sono quelli, ma se si vanno a riguardare le scelte di Iachini nella prima parte di stagione, si scopre che Beppe aveva alcuni punti fermi ben diversi dalle scelte dell'ultimo Prandelli. La Fiorentina dello Iachini 1.0 schierava infatti Caceres soltanto sulla linea dei tre difensori, Amrabat inamovibile a centrocampo (spesso regista, nell'ultima di Iachini contro il Parma prima dell'esonero anche come mezzala), Biraghi titolare fisso sulla fascia sinistra, Kouame in alternanza con Vlahovic.

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La musica, tuttavia, oggi sembra cambiata. Se si esclude il ritorno al 3-5-2 dopo che Cesare col Milan e nel finale di Benevento aveva proposto il 4-4-2, a versione della Fiorentina dello Iachini 2.0 sembra seguire la linea della continuità con la versione della squadra gigliata proposta dal suo predecessore Prandelli.

Nel terzetto dei difensori, infatti, Quarta è ormai inamovibile. Lanciato proprio da Iachini in un momento di emergenza ma giustamente rispedito in panchina perché ancora troppo acerbo, con Prandelli ha trovato la definitiva consacrazione e si è preso un posto da titolare che Iachini ha confermato.

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L'idea Caceresquinto di centrocampo arriva da Cesare e dalla sfida contro la Juventus e riproposta più volte nei mesi successivi. Un'idea che, in realtà, contro certi avversari ha causato più danni che benefici, ma che Iachini ha subito confermato al suo secondo debutto in viola.

C'è da dire, tuttavia, che proprio col Genoa Caceres è andato in grande difficoltà per la differenza di velocità col suo avversario, facendo fare una gran bella figura a Zappacosta. Sorprende sull'altra fascia l'esclusione di Biraghi.

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Titolare fisso nelle prime uscite con Iachini nel 20-21, l'esterno italiano a Marassi si è accomodato in panchina, proprio come nelle ultime due uscite precedenti (e in tre delle ultime quattro) con Prandelli allenatore. Biraghi è tornato tardi dal ritiro con la Nazionale, ma con gli Azzurri non ha giocato neanche un minuto e il suo compagno Castrovilli è stato regolarmente schierato dall'inizio.

La sorpresa più grande arriva a centrocampo. Amrabat, titolare inamovibile della gestione Iachini 1.0, si siede in panchina per far spazio a Pulgar, Bonaventura e Castrovilli. Non solo: nonostante l'inferiorità numerica, Beppe non manda in campo il marocchino durante la prima girandola di sostituzioni effettuate al 71', facendolo entrare soltanto all'89', peraltro in un'improbabile posizione di esterno destro.

Potrebbe sembrare una bocciatura, ma è ancora presto per esprimere giudizi. La scelta potrebbe essere stata fatta a causa del rientro in extremis di Amrabat dal ritiro con la sua nazionale. Sarà molto interessante capire se tornerà titolare o meno contro l'Atalanta.

In attacco, in realtà, la conferma che meno sorprende. Quella di Dusan Vlahovic al centro dell'attacco. D'altra parte, i numeri non si possono ignorare: Vlahovic si presentava alla sfida con il Genoa con 12 gol in Serie A all'attivo.

Il suo 'rivale' Kouame è fermo a uno (due se si considera la Coppa Italia). Dusan è esploso con Prandelli, ma questo è un vantaggio anche per Iachini che si ritrova una punta molto più affidabile e costante di quella che aveva lasciato.

A dimostrazione di ciò, il serbo è andato subito in gol alla prima dello Iachini-bis. Infine, le sostituzioni. Callejon primo cambio segna in effetti una leggera discontinuità con il passato, anche se il nodo della posizione in campo resta più che evidente.

Col Genoa è stato schierato addirittura mezzala, da seconda punta è sempre stato deludente. Con il 3-5-2, resta un'impresa trovare una posizione che esalti le caratteristiche dello spagnolo. Ha stupito invece la sostituzione di Eysseric, arrivata al 71' proprio insieme a Callejon.

Vero che il francese ha perso la maglia da titolare che invece con Prandelli aveva ormai trovato con continuità, ma è stato comunque la prima scelta dalla panchina per Iachini. Non era scontato, visto che nella prima avventura del tecnico marchigiano sulla panchina gigliata non aveva trovato praticamente mai spazio (due presenze da subentrato nella scorsa stagione, prima del prestito a Verona, e una presenza in Coppa Italia contro l'Udinese in questo campionato).

Sarà interessante capire se Iachini si affiderà al francese per sostituire Ribery squalificato. Insomma, l'eredità di Prandelli contro il Genoa si è vista eccome. È solo la prima partita, ma ci offre un'idea interessante sull'approccio di Iachini al suo ritorno sulla panchina della Fiorentina.

Di certo non si poteva far retrofront su tutto, perché la squadra è in evoluzione e alcune situazioni sono oggettivamente cambiate. Tuttavia, sono state davvero numerose le conferme alle idee del tecnico di Orzinuovi da parte di Beppe.

Nelle prossime partite vedremo se Iachini proverà a tornare su qualcuno tra quelli che erano i suoi punti fermi (Amrabat e Biraghi?), oppure confermerà la linea vista a Genova.

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