Iachini: "Domani out anche Milenkovic. Senza l'esonero oggi avremmo più punti"
Conferenza stampa della vigilia per il tecnico della Fiorentina, alla sua ultima partita sulla panchina viola. Domani gigliati di scena a Crotone
Queste le parole, nella conferenza stampa on-line, di Beppe Iachini: "Ho preparato dieci righe che verranno poi messe sul sito e sui social. Un saluto alla mia città, ai miei tifosi, a coloro che hanno a cuore la Viola. Per me è stata un'esperienza bellissima, pur nelle difficoltà come il Covid.
Resterà tutto nel cuore, la soddisfazione di aver dato una mano con impegno e dedizione: questo mi rimarrà per sempre, come sarò sempre un tifoso". Sulla partita di domani: "Fino all'ultimo minuto mi piace vedere una squadra che va in campo per fare una partita attenta ed organizzata, che cerchi di vincere.
Ci stiamo preparando in questo senso. Siamo vicini a Udinese e Bologna, siamo ad un punto, passavano per club che avevano fatto un buon campionato. Ci teniamo a far bene, anche se rispettiamo molto il Crotone. Ha giocatori importanti, ha uno dei capocannonieri del campionato e con Cosmi ha dato sempre forza alle partite.
Dovremo essere attenti, mi piacerebbe dare spazio a qualche altro ragazzo. Con il cuore vorrei far giocare tutti, sono stati bravi tutti fuori e dentro il campo. Meritano tutti di giocare ed essere protagonisti. Vediamo lo sviluppo delle prossime ore.
Sicuramente Pezzella è squalificato, Milenkovic non ci sarà perché subirà un piccolo intervento. Già lì qualcosa dovremo cambiare. Servirà impegno ed umiltà, il Crotone ha messo in difficoltà tante squadre". Sulle 200 panchine in A: "Sono felice, spero domani di festeggiare nel modo giusto...
" Su chi può rimanere: "Tanto passerà dalla scelta di chi arriverà ad allenare la Fiorentina. Si dovrà valutare le volontà dei calciatori, ma non posso dire io quello che potrà accadere. Mi auguro che ci sia una visione comune e chi resta abbia la convinzione di lottare per la maglia".
Quanti punti valeva la squadra: "Domanda difficile, non abbiamo la palla di vetro. L'unica cosa che posso dire, che vale per me, per Cesare e per Vincenzo, è che la continuità di lavoro porta certezze e miglioramenti. Più lavori sulle cose e più scendi nei dettagli.
E' un dato certo, lo vediamo in squadre con percorsi lunghi come Atalanta, Lazio, Sassuolo e Verona. Sul campo quel lavoro lo ritrovi e ritrovi i punti. Noi lo abbiamo visto dopo il lockdown, dopo un lavoro di pochi mesi. La continuità sarebbe stata importante, sicuramente avremmo avuto dei punti in più".
Ancora sul bilancio: "Questa è una rosa di buoni ed ottimi giocatori, fortunatamente ne ho avute anche altre, dove si sono valorizzati giocatori importanti. Col presidente ho avuto un ottimo rapporto, è una persona vera che ha riconosciuto il mio lavoro sul campo ed anche fuori.
Il rapporto deriva da questo: gli piacciono le persone che lavorano, mi porterò sempre dietro il rapporto che ho con lui e la sua famiglia. Le persone sanno apprezzare la serietà, la professionalità e la competenza. Sono felice di avere questo grande rapporto con lui, come l'ho avuto con altri presidenti.
Sono rapporti di vita che porto orgogliosamente con me". Sulle critiche: "So che il mio lavoro è legato a risultati ed episodi, come sono stati negativi contro il Napoli. Abbiamo fatto quello che dovevamo, con cognizione di causa nonostante tutte le difficoltà.
La dimostrazione di affetto da parte di tutti, con il regalo della maglia firmata, è sinonimo della paura che c'era in questo gruppo. Siamo stati tranquilli dopo la vittoria contro la Lazio. Questo lavoro porta critiche e cose positive, vanno accettate per crescere".
Sulle cessioni di gennaio: "Non potevo più pensare a chi non c'era, ma a chi c'era. Ho dovuto ridare alla squadra un vestito giusto. Lirola, Duncan e Cutrone hanno dato una mano lo scorso anno, ma non ho avuto nemmeno tempo di valutare questa cosa, ormai non potevo più fare niente.
Non dovevo creare gli alibi a nessuno, sarebbero stati pericolosi". Una scelta da non rifare: "Un certo modo di fare calcio era nella mia testa, anche su Callejon non sono pentito. Mi sono accorto che avevamo qualche problemino dietro e non ci siamo potuti allargare troppo, come abbiamo fatto alla fine dello scorso campionato.
Volevo lavorare con Josè su questo, ma lui ha preso subito il Covid e io sono andato via. Quando sono tornato avevamo delle problematiche e non potevo permettermi il lusso di fare esperimenti".



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