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Gribaudo (ex dirigente Boca) a VI.IT: "Burdisso motivato e volenteroso di iniziare. Un grande professionista che semplifica il lavoro"

Le dichiarazioni dell'ex segretario generale degli Xeneizes sul prossimo dirigente viola

Nei prossimi giorni Nicolas Burdisso inizierà l'esperienza da dirigente alla Fiorentina per lavorare sul mercato insieme a Daniele Pradè e Joe Barone. 'Un uomo di calcio' che apporterà conoscenze e contatti a livello internazionale, visto il passato da direttore sportivo del Boca Juniors.

Un'esperienza durata un anno quella nel club azul y oro, dove ha lavorato a stretto contatto con il segretario generale Christian Gribaudo. Proprio con lui, LaViola.it ha deciso di commentare l'arrivo dell'ex difensore argentino: Si aspettava che la prossima esperienza dirigenziale di Burdisso sarebbe stata in Italia?

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"Immaginavo che sarebbe andato in un grande club italiano, com'è la Fiorentina. Non sapevo in quale club, ma me lo potevo aspettare. Sono contento per lui". Ha avuto modo di sentirlo nelle scorse ore? "Prima ho voluto verificare che fosse vero e una volta che me lo ha confermato, mi sono congratulato con lui.

L'ho sentito volenteroso di iniziare e concentrato in questa nuova avventura. La Fiorentina con lui trova un grande professionista. Nicolas si dedica sempre al 100% sul lavoro, dalla mattina alla sera. Una persona umile e un gran lavoratore, silenzioso e di poche parole nelle interviste: anche questo è un bene per il club.

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Abbiamo avuto la sfortuna che arrivasse nell'ultimo anno della nostra gestione perché è una persona che si dedica ad ogni aspetto, dal settore giovanile al mercato della prima squadra. Nella Fiorentina credo che avrà un ruolo simile".

Com'è stato lavorare a stretto contatto con lui? "Prima diel suo arrivo al Boca non c'era la figura del direttore sportivo. Lui ci ha semplificato il lavoro perché aveva un ruolo di connessione tra il presidente, il segretario generale e l'allenatore.

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Burdisso conosce bene il calcio, con il suo staff studia vari campionati, e poi parlava con i giocatori e con gli altri dirigenti. Per me era un piacere lavorare al suo fianco, come per il presidente ma per lui rappresentava anche una soluzione.

Per esempio se avevamo un ruolo scoperto all'interno della squadra ne parlavamo e Burdisso studiava una soluzione interna nel settore giovanile e allo stesso tempo sul mercato. E non è una cosa semplice perché non tutti i giocatori hanno le caratteristiche per giocare nel Boca Juniors".

Oltre all'arrivo di De Rossi, quali altri aspetti sono da rimarcare durante il suo mandato da ds del Boca? "E' difficile non trovare difetti in una persona, ma io sinceramente non ne trovo nel suo ruolo e nella sua posizione perché è ordinato, sia nella vita privata che in quella professionale.

Non è un caso che si sia formato nel Boca Juniors, che sia stato stabilmente nella nazionale argentina e abbia trascorso 14 anni in Italia. Ha rappresentato la società nel miglior modo possibile. La ricerca costante di giocatori nel settore giovanile che possono essere poi delle risorse per il club è un aspetto prezioso del suo operato.

Con De Rossi ha realizzato il sogno non solo suo ma anche dei tifosi perché è riuscito a portare qui un giocatore importante, dei tanti che ogni anno dicono di voler giocare alla Bombonera. La sua virtù è stata quella di saper accontentare le richieste dell'allenatore e del presidente, in un momento non facile nella storia del club a livello dirigenziale, ed è riuscito comunque ad allestire una squadra competitiva che è riuscita a vincere 2 campionati consecutivi dopo il suo addio".

C'è qualche aneddoto? "A livello personale posso dire che gioca ancora molto bene a calcio. Abbiamo giocato diverse partite tra dirigenti ed ex giocatori del club ed è ancora in forma. Sarebbe capace di giocare ancora qualche minuto, tenetelo in considerazione (ride,ndr).

Si dice che l'Argentina sia più un mercato di esportazione rispetto all'Italia o all'Europa: crede che Burdisso incontrerà delle difficoltà? "Non lo vedo come un mercato di esportazione, ma lo definirei come un luogo dove nascono molti talenti che poi vogliono andare a giocare in Europa per inseguire le loro ambizioni sportive ed economiche.

Sono due realtà diverse. In Argentina si formano molti talenti e si tende a riportare quei giocatori cresciuti qui quando hanno superato i trent'anni. Con Burdisso abbiamo dato fiducia a giovani come Capaldo, Almendra, Obando e Weigandt, e li abbiamo affiancati a giocatori esperti come Tevez, Salvio e Zarate, oltre ad aver vinto svariati campionati a livello giovanile sia a livello nazionale che internazionale.

Però non abbiamo parlato di una cosa sin qui". Ovvero? "Di Batistuta, che qui amiamo tanto. Qui tutti abbiamo una maglia viola di Batistuta, adesso speriamo che ne avremo una anche di Burdisso, come icona di direttore sportivo".

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