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Gonzalez, il meglio deve ancora venire

Tante frenate, su tutte il Covid, hanno limitato l’impatto dell’esterno argentino con la maglia viola. Da lui ci si aspetta più continuità nel girone di ritorno

Nell’afoso agosto 2021 i fiorentini, tra Cosenza, Roma e Torino, scoprivano le qualità di Nicolas Gonzalez, e in tanti cominciavano a leccarsi i baffi. Bastava un controllo, uno strappo, un dribbling bruciante per capire che l'argentino approdato sulle rive dell’Arno fosse un acquisto più che azzeccato.

La prima rete contro il Torino alla seconda di campionato – in Coppa Italia aveva segnato subito –, arricchita da giocate di fino e tanta corsa (anche all’indietro), sembravano presagire a settimane da assoluto protagonista. Purtroppo, non è andata proprio così.

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I due gol e tre assist fin qui realizzati da Gonzalez in Serie A sono un bottino un po’ troppo magro rispetto al suo potenziale. QUANTI STOP! Tanti i fattori che hanno impedito a Nico di trovare continuità di rendimento. Inizialmente fu l’estenuante trasferta intercontinentale con rientro a ridosso della sfida con l’Atalanta, poi il piccolo fastidio muscolare patito col Genoa (sostituito al 45’), quindi l’ingenuità dello stesso ragazzo pochi giorni dopo, contro l’Inter.

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In quell’occasione la garra sudamericana giocò a Gonzalez un brutto scherzo, visto che rimediò un’espulsione a dir poco evitabile per applauso polemico all’arbitro. IL COVID. A ottobre, il secondo viaggio per raggiungere la Nazionale argentina gli ha impedito di scendere in campo dall’inizio nella brutta partita col Venezia, ma la vera sventura è arrivata pochi giorni dopo.

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La positività al Covid-19 riscontrata a ridosso della sfida con la Laziolo ha costretto alla quarantena in casa per circa tre settimane. Un fattore che sembra essere decisivo per spiegare le ultime prestazioni dell’ex Stoccarda.

Il rientro negli ultimi minuti di partita col Milan aveva fatto ben sperare, così come lo spezzone di Empoli dove nell’harakiri generale tutto sommato si era salvato. Soprattutto, era stata l’ottima prova contro il Bologna – quella del rientro dal primo minuto – a far pensare che il peggio fosse alle spalle, con Gonzalez protagonista in tutte e tre le azioni dei gol della Fiorentina.

LE DIFFICOLTÀ. Dopo la passeggiata contro la Salernitana, le ultime due partite dell’argentino contro Sassuolo e Hellas Verona sono state invece al di sotto della sufficienza. Gonzalez è apparso troppo impreciso, con un’evidente difficoltà nel dribbling (di solito specialità della casa) dettata da un cambio di passo che non è ancora quello dei giorni migliori.

È probabile che la grande forza di volontàdel giocatore e gli stimoli extra dettati dal ritorno in campo abbiano messo una toppa sulla condizione fisica precaria nelle prime uscite post Covid. Condizione che però si è dimostrata essere zoppicante con il passare delle partite.

Gonzalez è per caratteristiche intrinseche un giocatore che ha bisogno di stare molto bene per fare la differenza: la fantasia c’è, ma non è strabordante come quella di un Saponara (che è l’esatto opposto: sopperisce a ormai perenni difficoltà fisiche con estro e tecnica fuori dall’ordinario).

Per tornare super, Nico ha bisogno della sua corsa infinita e soprattutto dei suoi strappi palla al piede a velocità super. Quelli che ti facevano pensare di stare guardando un match alla Playstation. THE BEST IS YET TO COME.

Se c’è un giocatore a cui può far bene la sosta natalizia, dunque, è proprio Gonzalez. Nico è in credito con la sfortuna in questo girone di andata e vuole riscattarsi con l’avvento dell’anno nuovo. L’impressione, dopo averlo osservato per alcuni mesi in maglia viola, è che il meglio debba ancora venire.

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